La manovra economica in Italia sta subendo alcune modifiche importanti, inclusa una revisione del sistema pensionistico. Dopo giorni di discussioni e incertezze, il testo finale della manovra è ancora in attesa di approvazione, ma molte delle misure annunciate inizialmente sono state modificate.

Una delle principali modifiche riguarda il sistema pensionistico, in particolare la cosiddetta “Quota 104”. Questa misura viene ora sostituita da “Quota 103”, che consente il pensionamento con 62 anni di età e 41 anni di contributi. Tuttavia, ci sono limitazioni: l’assegno pensionistico sarà calcolato in base al metodo contributivo e avrà un tetto massimo mensile di circa 2.250 euro.

Inoltre, ci saranno differenze tra i dipendenti pubblici e privati, con finestre di uscita che variano tra 7 e 9 mesi, a seconda delle ultime stesure. Questa modifica è accompagnata da cambiamenti nell’indicizzazione delle pensioni, con un adeguamento inferiore per gli assegni tra 2.250 e 2.800 euro.

Un’altra modifica riguarda la possibilità del fisco di accedere direttamente ai conti correnti per i pignoramenti. Questa disposizione è stata sostituita da “modalità telematiche di cooperazione applicativa e degli strumenti informatici” per acquisire le informazioni necessarie prima di procedere al recupero coattivo.

Inoltre, la manovra prevede una modifica della cedolare secca per gli affitti brevi, che passerebbe dal 21% al 26%. Ci sono anche tagli alle risorse destinate al bonus sociale sulle bollette della luce, al Fondo per la disabilità e al Fondo per i migranti, rispetto alle prime indiscrezioni.

La manovra prevede anche un aumento del periodo di tassazione delle plusvalenze derivanti dalla vendita di case ristrutturate con il Superbonus, portandolo da 5 a 10 anni.

Nonostante il governo punti a una rapida approvazione senza emendamenti, le opposizioni e alcuni membri della maggioranza stanno sollevando dubbi e distinguo su alcune disposizioni. Il testo definitivo della manovra è atteso nei prossimi giorni e sarà oggetto di discussione e votazione in Parlamento.