L’ex premier italiano Mario Draghi ha sollevato la questione degli investimenti necessari per la competitività europea durante la riunione informale dei ministri delle Finanze a Gand. Draghi ha sottolineato la necessità di discutere su come finanziare questi investimenti, sia attraverso fondi pubblici che attraverso la mobilitazione del risparmio privato.

Draghi ha evidenziato il divario tra l’Unione Europea e gli Stati Uniti in termini di produttività, crescita economica e Pil pro capite, attribuendo ciò a diversi fattori come la dipendenza dall’energia russa, le esportazioni cinesi e la difesa dagli USA.

L’ex premier ha stimato che le transizioni verde e digitale richiedono investimenti di almeno 500 miliardi di euro all’anno, oltre agli investimenti nella difesa e nella produttività. Ha sollevato l’ipotesi di un fondo UE, prestiti o partenariati pubblico-privati, coinvolgendo anche la Banca Europea per gli Investimenti (BEI).

Durante il dibattito, i ministri hanno concordato sulla necessità di agire con urgenza per ripristinare la competitività, riducendo i costi energetici elevati e gli oneri normativi e sostenendo un mercato unico forte.

Valdis Dombrovskis, vicepresidente della Commissione Europea, ha sottolineato la necessità di aumentare gli investimenti nella difesa sia a livello nazionale che comunitario, indicando la volontà di discutere su quali strumenti a livello dell’UE possano essere utilizzati per sostenere tali investimenti.

Draghi ha concluso richiamando a un’azione coraggiosa per finanziare la transizione verde e digitale, mantenendo nel contempo i modelli sociali europei e la coesione sociale.