AMATRICE – La scuola come luogo di integrazione, inclusione e costruzione del futuro. È questo il messaggio centrale lanciato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante l’inaugurazione dell’anno scolastico ad Amatrice, uno dei simboli della ricostruzione dopo il terremoto del 2016.

Nel suo intervento, il Capo dello Stato ha sottolineato il ruolo fondamentale dell’istruzione nell’integrare gli studenti provenienti da altri Paesi e i giovani nati in Italia da famiglie di origine straniera. Un richiamo arrivato mentre il dibattito politico si concentra su alcune nuove misure riguardanti la scuola, tra cui il limite alla presenza di studenti stranieri nelle classi e il divieto del burka negli istituti scolastici.

Mattarella ha evidenziato anche le difficoltà che attraversano oggi il mondo della scuola, dal bullismo alla presenza di bande giovanili, fino alle aggressioni contro gli insegnanti. Secondo il presidente, per affrontare queste problematiche è indispensabile una responsabilità condivisa tra istituzioni, scuola e famiglie. Gli insegnanti, ha sottolineato, non possono essere lasciati soli e devono poter contare sul sostegno della società.

La scuola, nelle parole del presidente, deve essere capace di creare legami, conquistare la fiducia delle famiglie e impedire la formazione di nuovi “ghetti”, favorendo invece il dialogo e la coesione sociale. Un compito che Mattarella ha collegato direttamente alla Costituzione e, in particolare, al principio sancito dall’articolo 34 secondo cui la scuola è aperta a tutti.

Un altro tema affrontato dal Capo dello Stato è stato quello dell’intelligenza artificiale e dell’uso delle nuove tecnologie. La scuola, secondo Mattarella, deve aiutare ragazze e ragazzi a utilizzare gli strumenti digitali per sviluppare il pensiero autonomo, senza affidare agli algoritmi la capacità di scegliere e ragionare al posto loro.

Per il presidente, investire nell’istruzione significa quindi investire nel futuro del Paese. Una scuola adeguata alle trasformazioni della società, ha sottolineato, richiede risorse e una visione di lungo periodo.

Valditara: “Senza padronanza dell’italiano non c’è integrazione”

Nel corso della stessa cerimonia è intervenuto anche il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, che ha posto l’accento in particolare sulla conoscenza della lingua italiana come strumento essenziale per l’integrazione degli studenti stranieri.

“Rimuovere le cause anche linguistiche di un’inaccettabile marginalizzazione” e garantire una reale padronanza dell’italiano sono, secondo il ministro, condizioni fondamentali per favorire l’inserimento scolastico e sociale. Valditara ha ribadito inoltre la necessità di una cornice di valori condivisi, fondata sulla libertà e sulla dignità della persona.

Il ministro ha quindi collegato il tema dell’integrazione a quello dell’inclusione e del diritto allo studio, richiamando gli investimenti realizzati per l’edilizia scolastica e la sicurezza degli istituti. Tra le misure citate anche la conferma di 56 mila insegnanti di sostegno su richiesta delle famiglie.

Ad Amatrice, dunque, l’inaugurazione dell’anno scolastico è diventata anche un’occasione per ribadire il ruolo strategico della scuola: uno spazio nel quale affrontare le difficoltà del presente, promuovere l’integrazione e preparare le nuove generazioni alle sfide del futuro.