Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha affrontato con tono riflessivo il tema della cittadinanza italiana e della migrazione, definendoli elementi centrali dell’identità nazionale. Lo ha fatto incontrando al Quirinale i vertici del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, sottolineando la necessità di un dialogo attento e consapevole sulle recenti modifiche normative che riguardano il riconoscimento della cittadinanza ai discendenti degli emigrati italiani.

Mattarella ha fatto riferimento al decreto legge approvato un mese fa, che limita la possibilità di acquisire la cittadinanza italiana ai discendenti fino al secondo grado (genitori o nonni). Una stretta che ha generato spaesamento e dibattito nelle comunità italiane all’estero, secondo quanto dichiarato dal Capo dello Stato. Per questo ha invitato a “favorire una meditata considerazione, ed eventualmente riconsiderazione” della norma.

Le sue parole sono state accolte con favore da diverse forze politiche. Il deputato Filiberto Zaratti (Avs) ha ringraziato Mattarella, definendo la norma “scellerata”, mentre il senatore Mario Alejandro Borghese (Maie) si è detto certo che l’intervento del Presidente potrà spingere il Parlamento a una revisione.
Un secondo passaggio importante del discorso ha riguardato la cosiddetta fuga dei cervelli. Mattarella ha ricordato che negli ultimi 15 anni circa mezzo milione di laureati ha lasciato l’Italia. Se da un lato ha riconosciuto il valore formativo di queste esperienze all’estero, dall’altro ha sottolineato il rischio di un impoverimento del capitale umano nazionale.

Da qui l’invito alle istituzioni italiane a rendere il Paese più attrattivo, per trattenere e valorizzare le competenze migliori.
Nel suo intervento, il Presidente ha anche ribadito l’importanza della partecipazione attiva dei cittadini italiani nel mondo, in particolare attraverso il voto all’estero, che rafforza la democrazia. Ha poi reso omaggio al contributo delle donne emigrate, custodi della lingua e della cultura italiana nelle comunità oltreconfine.

Infine, Mattarella ha lanciato un richiamo implicito all’astensionismo, evidenziando come la partecipazione civica sia un valore da promuovere e difendere.

L’intervento del Presidente si configura così come un appello alla responsabilità collettiva, per affrontare con lungimiranza temi fondamentali per il futuro del Paese e della sua identità nel mondo.