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Mascherine, distanziamento, gel igienizzante. Sono i tre elementi che caratterizzano l’esame di maturità 2020 al tempo del coronavirus. Ansie ed eccitazione riempiono i volti degli studenti, anche se coperti dalle mascherine. “Ho preparato L’elaborato su Platone e Lucrezio – dice Claudia la prima ad entrare del Liceo Mamiami di Roma – si sono agitata. Dormito? Insomma!! Ho ripassato fino a ieri sera tardi. Speriamo bene”.

I genitori di Claudia hanno atteso all’esterno, vietato entrare per le disposizioni per il contenimento, ad assistere la sorella maggiore che ha confezionato la ‘whatsapp cronaca’. “Sicuramente è un esame più sintetico, ma comunque serio – ha detto una docente di Italiano e Latino – contenti di poterlo fare in presenza. E con la speranza di tornare a settembre in aula”.

Un applauso di amici e genitori ha accolto la prima maturanda uscita dai cancellie. “E andata bene. I prof sono stati disponibili. Mi hanno aiutata. Anche la presidente è stata carina, non mi ha chiesto nulla e mi ha messo a mio agio”, ha raccontato la ragazza, Carlotta. Un aggettivo per definire l’esame: “Traumatico”. Poco dopo è uscita Claudia: “Surrele”.

Scene simili nelle altre città. Da Milano a Napoli, fino a Palermo. Nessuna folla di ragazzi. Solo qualche genitore, qualche amico e i candidati. E un primo giorno di maturità decisamente diverso davanti al liceo scientifico Einstein nel capoluogo siciliano. Due percorsi diversi per entrare e uscire dall’istituto, gel disinfettante all’ingresso e dentro solo il candidato, il suo accompagnatore e i sette membri della commissione, di cui uno esterno. Il primo ragazzo, finito l’esame, è andato via senza voler dire una parola. Troppa l’emozione.

Gabriele, invece, secondo maturando a uscire dall’Einstein, ha raccontato il suo esame col sorriso sulle labbra. “E andata meglio di come mi aspettassi. I professori mi hanno subito messo a mio agio e il presidente è stato simpatico – ha detto- Alla fine è stato meglio farlo così: in un solo giorno mi sono tolto il pensiero”. Gabriele ha parlato della libertà, “di quella che ci è stata negata in questi mesi per il Covid, seppure per una giusta causa”. E a causa del Covid, ha anche modificato i suoi programmi post maturità.

“Volevo fare l’accademia della Guardia di finanza a Bergamo – ha detto – ma con quello che c’è stato mi iscriverò qui, ad Economia e Management. Poi magari a Bergamo ci vado il prossimo anno, quando sarà finito tutto”.