L’Unione europea intensifica l’attività diplomatica per affrontare la crisi in Medio Oriente. L’Alto rappresentante per la politica estera dell’Ue, Kaja Kallas, ha avuto colloqui separati con i ministri degli Esteri di Turchia, Qatar e Corea del Sud per discutere della guerra in corso, degli attacchi alle infrastrutture energetiche e della necessità urgente di riaprire lo Stretto di Hormuz.
Secondo fonti europee, Kallas ha parlato anche con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, nell’ambito di una serie di contatti finalizzati a ridurre le tensioni e favorire una soluzione diplomatica al conflitto.
I colloqui rientrano negli sforzi dell’Unione europea per mantenere aperti i canali di dialogo in una fase particolarmente delicata, segnata da nuovi rischi per la sicurezza regionale e internazionale. Bruxelles teme infatti che ulteriori attacchi alle infrastrutture civili ed energetiche possano avere conseguenze gravi non solo per i Paesi coinvolti direttamente, ma per milioni di persone in tutta l’area mediorientale e oltre.
Particolare preoccupazione riguarda lo Stretto di Hormuz, passaggio strategico per il traffico petrolifero mondiale, la cui chiusura o limitazione potrebbe avere forti ripercussioni sull’economia globale e sulla stabilità dei mercati energetici. Per questo l’Ue sta lavorando con diversi partner internazionali per favorire una de-escalation e individuare soluzioni condivise.










