BARI – Un bilancio dell’azione di governo e, allo stesso tempo, un primo passo verso la prossima campagna elettorale. È questo il tono del lungo intervento con cui la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, a Bari, ha celebrato il record di durata dell’esecutivo, rivendicando stabilità, risultati ottenuti e obiettivi ancora da raggiungere.
Dal palco la premier ha assicurato di non avere intenzione di rallentare, nonostante le difficoltà incontrate in questi anni. Nel suo discorso non sono mancati attacchi alla sinistra, accusata di utilizzare l’antifascismo come strumento politico, e critiche alla magistratura, con un riferimento al caso giudiziario di Torino relativo alla violenza su una tredicenne.
Nessuna citazione diretta a Roberto Vannacci, ma alcuni passaggi sono apparsi come una risposta indiretta alle sue posizioni. Meloni ha ricordato Lorena Isceri parlando di femminicidio e ha ribadito la linea del governo su immigrazione, sicurezza e contrasto alla propaganda fondamentalista. Sul fronte migratorio ha rivendicato il cambio di atteggiamento dell’Europa, sostenendo che posizioni un tempo considerate troppo rigide sarebbero oggi riprese da altri Paesi.
Alla manifestazione hanno partecipato, secondo gli organizzatori, circa 10mila militanti provenienti da tutta Italia. Prima dell’intervento della premier sono saliti sul palco o intervenuti in collegamento esponenti della maggioranza: Maurizio Lupi, Matteo Salvini e Antonio Tajani, che hanno ribadito l’unità del centrodestra e l’assenza, a loro giudizio, di una reale alternativa di governo.
Meloni ha posto al centro del discorso il tema della stabilità politica, definita uno “scudo” in anni segnati da crisi internazionali ed emergenze interne. Ha inoltre difeso la riforma elettorale, sostenendo la necessità di garantire a chi vince le elezioni la possibilità di governare per cinque anni senza ribaltoni o governi nati da accordi parlamentari.
Sul piano economico la premier ha rivendicato la tenuta dei conti pubblici e ha confermato l’intenzione di estendere la Zes a tutta Italia. Sul caro carburanti ha escluso un ritorno ai tagli generalizzati delle accise, annunciando invece interventi più mirati a favore di chi ne ha realmente bisogno.
Tra le altre priorità indicate, Meloni ha parlato della volontà di aumentare la quota di petrolio estraibile nei mari italiani, sostenendo la necessità di ridurre la dipendenza dalle importazioni energetiche. Un passaggio è stato dedicato anche all’ex Ilva, con l’obiettivo dichiarato di tutelare sia la salute sia il patrimonio industriale.
Sul fronte della difesa, la presidente del Consiglio ha ribadito che la sicurezza nazionale richiede investimenti, definendola una condizione indispensabile per garantire la libertà del Paese. Nel suo intervento non sono invece comparsi riferimenti all’Ucraina, al premierato o al referendum sulla giustizia.
Il comizio di Bari ha così assunto il significato di un rilancio politico della premier, a meno di sei mesi dalla sconfitta referendaria e in vista delle prossime elezioni, con un messaggio rivolto tanto agli alleati quanto agli avversari: il governo intende proseguire il proprio percorso puntando su stabilità, sicurezza e continuità dell’azione politica.
