La crisi in Medio Oriente continua a destare forte preoccupazione in Europa. Di fronte all’escalation del conflitto, innescato dalle operazioni militari statunitensi e israeliane contro l’Iran, il governo italiano assicura il massimo impegno per favorire un ritorno al dialogo diplomatico. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ribadito fin dalle prime ore della giornata che l’attenzione dell’esecutivo è altissima e che sono in corso intensi contatti con i principali partner europei.
Nel pomeriggio si è svolta una riunione in formato E4 – che riunisce Italia, Francia, Germania e Regno Unito – per coordinare le valutazioni sulla situazione nel Golfo. Alla call hanno partecipato, tra gli altri, il presidente francese Emmanuel Macron, il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il premier britannico Keir Starmer. L’incontro è servito a condividere informazioni e valutazioni sull’impatto globale della crisi e sui possibili sviluppi diplomatici.
Nel frattempo, Meloni ha avuto anche un colloquio con il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan, esprimendo solidarietà alla Turchia dopo un recente attacco missilistico e confrontandosi sull’evoluzione della situazione regionale. Ankara viene considerata da Roma un partner strategico e un alleato fondamentale all’interno della NATO.
Il conflitto, giunto ormai al settimo giorno, rappresenta una fonte di forte apprensione anche per l’opinione pubblica europea. In Italia diversi sondaggi mostrano un netto distacco dei cittadini dall’offensiva voluta dal presidente statunitense Donald Trump. A differenza della guerra in Ucraina, osservano alcuni esponenti della maggioranza, molti italiani faticano a comprendere le ragioni del nuovo fronte di guerra e non ne condividono gli sviluppi.
Durante il vertice E4, i leader europei hanno discusso non solo del coordinamento militare – con particolare attenzione alla sicurezza nello Stretto di Hormuz – ma anche delle operazioni di rimpatrio dei cittadini presenti nell’area e della gestione delle sedi diplomatiche. L’Italia, ad esempio, ha temporaneamente trasferito la propria ambasciata dall’Iran in Azerbaigian, pur mantenendo attivi i rapporti diplomatici.
Sul piano politico, il governo italiano mantiene una posizione prudente. Meloni ha evitato finora di entrare direttamente nel merito delle operazioni militari, sottolineando piuttosto il rischio di destabilizzazione internazionale quando viene meno il multilateralismo. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha ribadito che la posizione dell’Italia resta allineata a quella europea, mentre il ministro della Difesa Guido Crosetto ha osservato che l’intervento contro l’Iran sarebbe avvenuto al di fuori del diritto internazionale.
L’obiettivo dichiarato del governo resta quello di favorire un ritorno alla diplomazia. Roma, ha assicurato la premier, continuerà a lavorare con alleati e partner per sostenere ogni iniziativa capace di riaprire il dialogo e ridurre il rischio di un’ulteriore escalation nella regione.









