Giorgia Meloni è arrivata a Sharm el Sheikh per portare la posizione dell’Italia sulla lotta al cambiamento climatico, ma il suo arrivo alla Cop27, è stata anche l’occasione per mettere sul tavolo tutti i temi dell’agenda internazionale, dalla risposta “all’aggressione russa” all’Ucraina alla cooperazione energetica da rafforzare con tutti i partner, a partire proprio dall’Egitto. Sul tavolo, accanto al gas, c’è il caso ancora irrisolto del ricercatore triestino, così come quello di Patrick Zachi.  La premier si è fermata con il presidente egiziano più di un’ora. Il bilaterale si svolge nella cittadella della Conferenza sul clima, dopo una visita lampo della premier al Padiglione Italia.  Fitta l’agenda del premier: stamni incontro con il presidente israeliano Isaac Herzog, con cui pone l’accento sull’impegno comune contro l’antisemitismo. Ha poi proseguito con il primo ministro Etiope, Abiy Ahmed, con il quale ha sottolineato l’importanza della stabilità nel Corno d’Africa e la collaborazione sull’energia. Ha poi proseguito con il primo ministro inglese Rishi Sunak discutendo sulla necessità di una “risposta unitaria” sull’Ucraina e sulla necessità di rafforzare il legame transatlantico. Con il cancelliere tedesco Olaf Scholz, ha affrontato il delicato tema della gestione dei migranti, mentre è ancora in corso il braccio di ferro con le navi Ong che chiedono di sbarcare tutti i passeggeri in Sicilia, non solo i fragili.

Nel pomeriggio la premier incontrerà anche il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres, e il presidente algerino Abdelmadjid Tebboune, diventato il primo paese per forniture di gas all’Italia dallo scoppio della guerra in Ucraina.