Giorgia Meloni è arrivata a Palazzo Madama per le comunicazioni del presidente del Consiglio e il successivo dibattito sulla fiducia al governo. Un applauso partito dai banchi del centrodestra verso Giorgia Meloni e i suoi ministri, ha avviato la seduta del Senato per la fiducia.

Il presidente Ignazio La Russa ha aperto la discussione generale che durerà circa 3 ore e 33 minuti, la replica del presidente del consiglio è prevista alle 16.30, le successive dichiarazioni di voto saranno trasmesse in diretta televisiva, la chiama per il voto di fiducia inizierà intorno alle 19.

L’intervento di Mario Monti: “Signora presidente, condivido molte delle linee programmatiche da lei esposte, anche se alcune sono assai diverse dalle mie. Mi rallegro ma ho bisogno di essere convinto dai fatti. Per qesto oggi mi asterrò e valuterò provvedimento per provvedimento. Mi rallegro con lei per la nitida affermazione che ha ottenuto nelle elezioni e nella, diciamo, articolata coalizione. Dico questo perché è essenziale rispetto a quanto afferma l’articolo 95 della Costituzione, e cioè che il Presidente del Consiglio garantisce l’unità di indirizzo del governo. Il presidenzialismo inizia in quello che già prevede la Costituzione. I leader della coalizione hanno un ruolo essenziale ma è il presidente del Consiglio che da unità di indirizzo e di azione”.

L’intervento di Maria Stella Gelmini
“La nostra non sarà un’opposizione ideologica, ma sul merito. Vogliamo fare un’opposizione repubblicana. C’è chi vuole fare una battaglia sui nomi, noi no, la vogliamo fare sui fatti”. Così Maria Stella Gelmini, senatrice del Terzo polo che ha fatto i complimenti alla Meloni per essere diventata la prima donna premier e le augura buon lavoro, ma annuncia anche un’opposizione “senza sconti”.

L’intervento di Stefano Patuanelli
Nelle dichiarazioni programmatiche della premier Meloni “ci sono troppe cose non dette, o dette senza dire e molte contraddizioni”. Lo ha detto Stefano Patuanelli (M5s). “Per esempio – ha proseguito l’ex ministro – come si fa a stare con Orban in Europa e allo stesso tempo chiedere la solidarietà europea sul price cap”. Oppure “come si fa ad affermare di voler combattere l’evasione e promettere un condono fiscale?”. Patuanelli ha anche criticato le parole di Meloni ieri alla Camera sul reddito di cittadinanza: “Serve uno strumento per le politiche del lavoro, miglioriamolo insieme ma smettiamo di criminalizzare la povertà. La povertà non è un crimine”.

L’intervento di Francesco Boccia
“Facciamola pure questa Commissione d’inchiesta sulla gestione del Covid per fare un’analisi di quanto accaduto in Italia durante la pandemia, ma allora si parli di tutto, anche delle responsabilità delle Regioni del Nord”, le parole di Francesco Boccia del partito Democratico e sulla questione delle Autonomie, indicata da Meloni tra le priorità del suo Esecutivo, aggiunge che “o si sta di qua o si sta di là” e invitando ad evitare misure come quella della regionalizzazione della scuola “tanto cara alla Lega”.

L’aula del Senato, finora compassata, si è accesa per qualche istante allorché Ettore Licheri, di M5s, ha criticato la scelta di affidare il ministero della Difesa a Guido Crosetto. “Nell’opposizione – ha detto Licheri – non troverà mai astio e rancore, ma forte preoccupazione. Nel suo discorso infatti non ha trovato spazio la parola ‘pace’. Sembra inimmaginabile, ma nelle sue parole non c’è alcun auspicio di un cessate il fuoco o di un ritorno della diplomazia. Nulla. Lei con il suo silenzio ha voltato le spalle a questa parte del Paese che chiede pace. Per fugare i dubbi sulle ambiguità di alcuni suoi partner – ha aggiunto Licheri -, lei ha deciso di strafare nominando Crosetto ministro della Difesa”. “Quello che ieri era il più grande lobbista dell’industria delle armi – ha insistito Licheri – oggi starà nel posto dove si fanno gli appalti per quelle industrie. Questo non è da governo del centrodestra, ma da Repubblica delle banane”. A questo punto le voci di protesta del centrodestra si sono fatte più forti e si è sentito anche un fischio. Il presidente La Russa ha subito invitato i senatori del centrodestra a far concludere il collega di M5s, che ha chiuso il suo intervento