VITERBO – Nella Tuscia è sos raccolti con la carenza di braccianti agricoli stagionali necessari a garantire le campagne di raccolta estive di frutta e verdura. Lo afferma la Coldiretti Viterbo, in riferimento all’annuncio di un nuovo decreto flussi da parte del Ministro degli Interni Luciana Lamorgese. La federazione provinciale di Coldiretti sottolinea cheoccorre velocizzare il rilascio dei nulla osta necessari per consentire ai lavoratori extracomunitari, già ammessi all’ingresso con il decreto flussi pubblicato a gennaio, di poter arrivare in Italia per lavorare nelle imprese agricole al più presto.

“Le imprese agricole – spiega il presidente di Coldiretti Viterbo, Mauro Pacifici – hanno bisogno dei lavoratori richiesti ma, ad oggi, non sono stati ancora rilasciati i nulla osta da parte degli Sportelli Unici. La situazione è drammatica con il rischio concreto di perdere i prodotti ormai maturi”.

Nel Lazio sono oltre 622 mila gli stranieri residenti di cui oltre 30 mila a Viterbo, pari a circa il 5%, mentre a livello regionale gli operai stranieri impiegati nell’agricoltura sono circa 25 mila. Nella sola provincia di Viterbo, la manodopera straniera rappresenta il 70-80% di quella agricola impiegata in tutta la provincia. Qui i lavoratori stranieri si sono specializzati raggiungendo alti livelli di qualificazione nelle colture come quelle dei vigneti, ma anche nelle attività di potatura, in cui vengono impiegati ciclicamente.

“Non è possibile che per colpa della burocrazia – precisa la Coldiretti – le imprese perdano il lavoro di una intera annata agraria dopo aver affrontato peraltro un pesante aumento dei costi di produzione determinato dalla guerra in Ucraina”.

Solo a Viterbo sono oltre 11 mila le aziende agricole. Nel Lazio è il comparto zootecnico che conta il maggior numero di lavoratori stranieri impiegati, pari ad oltre 18 mila unità, mentre il secondo comparto è quello legato all’orticolo con oltre 2.500 stranieri, di cui 800 extracomunitari provenienti principalmente dal Marocco. Nel florovivasimo troviamo invece ulteriori 2.400 presenze, in questo caso i paesi di provenienza sono l’Albania, il Marocco, la Polonia e la Romania. Tra le altre attività agricole, la maggiore richiesta di manodopera arriva soprattutto nelle fasi di raccolta degli ortaggi.

La presenza di lavoratori stranieri – precisa Coldiretti Viterbo – è diventata strutturale nell’agricoltura italiana, dove un prodotto agricolo su quattro viene raccolto in Italia da mani straniere che rappresentano più del 29% del totale delle giornate di lavoro necessarie al settore, secondo il Dossier di Idos al quale ha collaborato la Coldiretti.

“Si tratta soprattutto – continua Pacifici – di lavoratori dipendenti a tempo determinato che arrivano dall’estero e che ogni anno attraversano il confine per un lavoro stagionale per poi tornare nel proprio Paese, spesso stabilendo delle durature relazioni professionali oltre che di amicizia con gli imprenditori agricoli. Con strumenti concordati con i sindacati, occorre consentire anche ai percettori di ammortizzatori sociali, studenti e pensionati italiani di poter collaborare temporaneamente alle attività nei campi”.

Rispetto all’anno scorso le quote di lavoratori extracomunitari ammessi per decreto in Italia è stato alzato a 69 mila e di questi, la fetta riservata all’agricoltura è di 42 mila posti, a fronte dei quali sono pero’ pervenute circa 100 mila domande.

“Quello che chiediamo – conclude Pacifici – è un piano per la formazione professionale e misure per ridurre la burocrazia e contenere il costo del lavoro con una radicale semplificazione che possa garantire flessibilità e tempestività di un lavoro legato all’andamento climatico sempre più bizzarro”.

Migranti, Coldiretti Viterbo: mancano migliaia di stagionali, sos raccolti