ROMA – “Il 28 novembre alle ore 15.00 presenterò, presso la Sala Tevere della Giunta regionale del Lazio, la mia proposta di legge “Interventi a sostegno della genitorialità e azioni per la prevenzione degli allontanamenti di minori” – è quanto dichiara Francesca De Vito, consigliere regionale del Lazio, in una nota.

Il convegno “Dalla parte dei Minori” ha, come obiettivo, quello di mettere a confronto tante voci di tanti settori diversi, elemento necessario per poter affrontare un tema così importante e allo stesso tempo delicato, come quello degli affidi dei minori. Interverranno esponenti del Governo, giuristi, rappresentanti del mondo degli assistenti sociali e delle associazioni. Infine, verranno raccolte alcune testimonianze di genitori ai quali sono stati allontanati i figli.

È necessario lanciare un chiaro segnale volto a garantire il ‘superiore interesse del minore’ con particolare riguardo al suo diritto di crescere, vivere ed essere educato nel proprio nucleo familiare, garantendogli il ‘diritto all’affettività’. A fronte di questo ho messo in campo uno scrupoloso ed attento lavoro, fatto di ascolto di famiglie in situazioni di fragilità, di lettura di dati tecnico-giuridici, di interlocuzione in ambito sociale e di realtà rivolte al terzo settore. Non è venuto meno il confronto con altri rappresentanti delle Istituzioni per armonizzare il testo con le norme esistenti e con l’ultima riforma Cartabia. Tutto questo mi ha consentito di giungere ad una proposta di legge che nelle scorse settimane ho depositato in Regione Lazio e che va proprio in questa direzione.

Non potevo rimanere inerme davanti a troppe storie drammatiche che mi sono state raccontate – prosegue De Vito – e ho sentito il dovere di adoperarmi affinché si arrivi a porre in essere azioni di supporto atte a sostenere, anche economicamente, le famiglie che presentano fragilità e fare in modo che l’affido extrafamiliare, così come il collocamento del minore presso strutture protette, possa essere applicabile esclusivamente in situazioni di estremo pregiudizio alla sua crescita e che l’allontanamento familiare venga valutato come l’ultima soluzione.

Il punto focale di questa legge è la famiglia, considerata come la prima e fondamentale cellula della nostra società; il fine principale è quello di rendere pienamente concreto il diritto del minore di crescervi all’interno, privilegiando quindi il suo nucleo familiare di origine e, conseguentemente, rimuovendo gli ostacoli che si frappongono al raggiungimento di questo obiettivo, attraverso interventi di sostegno economico, psicologico e sociale.

Con questo intento, la proposta di legge prevede che vi siano progetti multidisciplinari seri e concreti di sostegno, atti a scongiurare l’allontanamento del minore dalla propria famiglia di provenienza, derivanti da una valutazione professionale a monte che individui specificatamente ed in concreto le difficoltà familiari che, temporaneamente, impediscono l’esercizio in modo adeguato della responsabilità genitoriale. Le fragilità, prima tra tutte la povertà, non possono e non devono essere motivo di allontanamento.

In linea con le vigenti normative nazionali, la proposta prevede che i parenti entro il quarto grado siano interpellati e che, in caso di necessità, sia valutato l’ingresso temporaneo del minore presso i medesimi e non, come purtroppo avviene oggi, prioritariamente nelle strutture di accoglienza.

Il caso Bibbiano, e prima ancora il Forteto e il Piccolo Carro, oggi ancora oggetto di procedimenti civili e penali, sono drammi che non dobbiamo dimenticare e che danno la dimensione di quanto sia fondamentale una nuova visione inerente la tutela minorile. Migliaia sono le strutture di accoglienza in Italia e centinaia di migliaia i minori “attenzionati” dai servizi sociali: un problema certamente di carattere nazionale che deve essere seriamente considerato. Insieme alle modifiche attuate dalla riforma Cartabia – conclude la nota – mi auguro che questa legge possa essere, nella prossima consiliatura, accolta e supportata da un’ampia maggioranza in favore della collettività e specialmente dei minori, che hanno tutto il diritto di vivere all’interno della loro famiglia e hanno tutto il diritto di vivere nell’amore.

Per partecipare al convegno, prenotarsi alla mail fdevito@regione.lazio.it