Proseguono le indagini sulla morte di Abderrahim Fakir, il 42enne deceduto il 19 luglio a Bologna durante un intervento delle forze dell’ordine. Nelle ultime ore sono emersi nuovi filmati, tra cui le immagini registrate dalla bodycam di uno dei due agenti coinvolti, che stanno contribuendo a ricostruire gli ultimi drammatici minuti di vita dell’uomo.
Secondo quanto riferito dall’avvocato Gabriele Bordoni, legale dei due poliziotti, il video mostrerebbe un momento in cui Fakir entra in contatto con altre persone nei pressi di alcuni garage, rendendo necessario l’intervento degli agenti per riportare la situazione sotto controllo. Le immagini, trasmesse dal Tg1 e acquisite dalla Procura di Bologna, mostrano gli operatori mentre cercano di separare Fakir e un altro uomo con cui era venuto a contatto.
La diffusione del filmato arriva dopo le dichiarazioni dell’avvocato della famiglia, Fabio Anselmo, che aveva contestato la ricostruzione di una presunta colluttazione, invitando a rendere pubbliche eventuali immagini che la documentassero. Tutti i video disponibili, comprese le registrazioni dei soccorsi, sono ora al vaglio degli investigatori coordinati dalla Procura di Bologna.
Nelle prossime ore sarà conferito l’incarico per l’autopsia, un passaggio ritenuto decisivo per chiarire le cause e le circostanze del decesso. Alcuni primi risultati potrebbero arrivare rapidamente, mentre per gli esami tossicologici saranno necessari tempi più lunghi. Parallelamente gli inquirenti stanno cercando di ricostruire gli spostamenti e le condizioni di Fakir nelle ore precedenti la morte; nell’ambito dell’inchiesta è stata anche perquisita l’abitazione dove viveva con un cugino.
Un altro punto al centro degli accertamenti riguarda la richiesta di soccorso sanitario. Il legale dei poliziotti sostiene che gli agenti avessero richiesto due volte, tramite la loro centrale operativa, l’intervento di un’ambulanza con automedica per una persona in evidente crisi psichica. Una ricostruzione però smentita dall’Azienda Usl di Bologna, che, sulla base delle registrazioni e della documentazione del 118, afferma di non avere riscontri di una richiesta formulata in questi termini.
Secondo quanto emerso, è possibile che la richiesta sia stata comunicata alla centrale di polizia senza essere poi trasmessa al 118 con le stesse modalità. Sul posto intervennero i soccorritori della Croce Rossa, mentre il medico arrivò successivamente, quando Fakir aveva ormai smesso di muoversi, potendo soltanto constatarne il decesso.
L’inchiesta, coordinata dal procuratore Paolo Guido e dai pubblici ministeri Francesca Arienti e Domenico Ambrosino, prosegue quindi attraverso l’analisi delle immagini, delle comunicazioni tra le centrali operative e degli accertamenti medico-legali.
Nel frattempo resta alta la tensione in città. Dopo le manifestazioni e gli scontri seguiti alla morte del 42enne, è stato annunciato per domenica un nuovo presidio nel quartiere Pilastro, promosso da diverse realtà associative e collettivi, con l’obiettivo di chiedere verità e giustizia sulla vicenda.










