Roma senza difese

Il virus rallenta ma l’emergenza sanitaria non si attenua. Commercio alla canna del gas e cittadinanza sempre più confusa. Gli assembramenti del week end si sono puntualmente manifestati ma in forma minore. Ma il Campidoglio è travolto dall’ennesimo ciclone. Sotto accusa il corpo dei vigili urbani, la Raggi silura il comandante

Di Paolo Dordit

Il virus (forse) rallenta, la pressione sugli ospedali si attenua, ma lo stato generale della sanità romana è pre-agonico. Senza interventi radicali non cambia nulla. Saranno fake news quelle sulla Cardiologia del San Camillo ma le foto del Pronto Soccorso del S.Eugenio sono inequivocabili, la guerra dei tamponi e dei referti perduti infuria ancora, migliaia di utenti inferociti aspettano risposte che forse non verranno.. Vietato illudersi, Roma aspetta con il fiato sospeso la prossima scadenza, ai primi di dicembre. Non si capisce se le autorità politiche e sanitarie vogliano tenerci sotto schiaffo per un eccesso di prudenza, evitando false illusioni. Gli assembramenti del week end si sono puntualmente manifestati ma in forma minore, gli autobus circolano quasi vuoti. Gli annunci delle autorità politiche e sanitarie del resto sembrano mirati, Natale sotto tutela, briglie strette e misure rigorose, orari altalenanti e ambigui. I segnali sono confusi, contradditori. Il Covid rallenta? Dobbiamo essere ottimisti? Come dobbiamo leggere i dati? Intanto come conseguenza di questa situazione da paura Il commercio ha il morale sotto i tacchi e i romani sono provati e irascibili.

Se a qualcuno era sfuggito il fatto che alcuni giorni fa la Metro C si è fermata per assenza di personale (l’azienda colta completamente impreparata c i ha messo parecchio a rimettere le cose in ordine) il maxi scandalo che travolge il corpo della Polizia Municipale è un uppercut che lascia senza fiato. Un conto è la chiacchiera da bar – tutti a Roma hanno sempre detto di tutto sul conto dei vigili urbani, la storia del corpo è piena di inchieste, processi, e casi imbarazzanti – un conto è il siluramento del comandante dei vigili e l’intero corpo della polizia municipale messa sotto processo. E’ stato superato il limite del buon gusto e adesso è chiaro che i romani non possano fidarsi più di nessuno. Tanto meno dei vigili urbani. Non si tratta di alcune mele marce, minimizzare francamente è difficile, qui si tratta dei vertici del corpo, e i nomi ricorrenti sono sulle cronache da anni. La lunga e dirompente inchiesta televisiva di Report ha avuto effetti dirompenti costringendo il sindaco Raggi a prendere immediati provvedimenti. E l’esercito dei seimila vigili diventa inaffidabile agli occhi della opinione pubblica capitolina. La sexy-vicenda dei due agenti registrati di nascosto (da colleghi?) mentre amoreggiavano nell’auto di servizio a Tor di Quinto aggiunge un sapore piccante al quadro generale ma vale poco o nulla. I problemi sono molto più seri e investono la capacità della amministrazione capitolina di governare. E’ come una macchina i cui comandi non rispondono più al manovratore. Si può fare qualcosa?