Il Guardasigilli Carlo Nordio ha rilasciato un’intervista a Libero in cui ha affrontato diverse questioni relative alla magistratura e alla giustizia in Italia. Nordio sostiene che la politica ha commesso l’errore di piegarsi alla magistratura invece di affermare la propria autonomia, basandosi sul fatto che il mandato politico deriva dal popolo secondo la Costituzione. Tuttavia, Nordio si rifiuta di credere che ci siano magistrati che cercano di interferire con l’azione del governo attraverso azioni giudiziarie.

Il Guardasigilli sottolinea che quando si è tentato di riformare il sistema giudiziario, è stato spesso bloccato da interventi giudiziari. Tuttavia, Nordio osserva che il presidente del Consiglio non ha criticato la magistratura e ritiene che le reazioni che cercano di delegittimare i magistrati quando vengono criticate alcune delle loro iniziative siano una reazione automatica dell’associazione.

Nordio afferma che il caso La Russa non indebolirà la maggioranza perché si concentra sui contenuti del programma di governo condivisi da tutti. Sulle questioni degli avvisi di garanzia, Nordio afferma che è stata avviata una riforma del codice di procedura penale, con l’obiettivo di adottare un modello di stampo accusatorio anglosassone.

Sulla separazione delle carriere, Nordio afferma che finora il governo non ha proposto tale separazione, ma esiste una proposta da altre forze politiche. La separazione netta delle carriere richiederebbe una riforma costituzionale, come anche una riforma chiara del Consiglio Superiore della Magistratura (Csm), che è tuttavia prevista nel programma di governo.

Infine, Nordio esprime fiducia nella cancellazione del reato di abuso d’ufficio e afferma che non ci saranno problemi con l’Europa, poiché molti sindaci italiani, compresi quelli del Partito Democratico, sono d’accordo. Non ritiene opportuno parlare di amnistia o di riduzione generale delle pene in questo momento. Riguardo all’imputazione coatta, critica tale incongruenza da molto tempo per motivi tecnici.