La nuova stretta sul Superbonus potrebbe mettere a rischio famiglie e imprese, portandole al default. Questo è l’allarme lanciato dall’Abi (Associazione Bancaria Italiana) nel giorno in cui la Camera ha approvato con fiducia il decreto (178 sì, 102 no, 4 astenuti). L’Abi aveva già evidenziato gli effetti negativi della retroattività dei correttivi introdotti dal governo.

Il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, ha dichiarato che, a causa della riduzione dell’ambito di compensazione, le banche dovranno fermarsi nell’acquisto dei crediti del Superbonus. Questo potrebbe creare gravi problemi per imprese, condomini e famiglie, che potrebbero trovarsi in situazioni di default. Patuelli suggerisce di creare un “veicolo” capace di coinvolgere risorse pubbliche e private per acquistare i crediti, evitando che settori dell’economia vadano in default.
Forza Italia propone la creazione di una società veicolo, sotto la vigilanza del Ministero dell’Economia e delle Finanze, per acquistare i crediti fiscali dei bonus edilizi. L’obiettivo è evitare le conseguenze negative del nuovo quadro normativo, che rende più difficile l’accesso al credito per imprese e cittadini.

La principale novità del decreto è che le spese per il Superbonus sostenute dal 1° gennaio 2024 potranno essere detratte in 10 anni anziché in 4. Questo riguarda quasi 12 miliardi di detrazioni fruibili tra il 2024 e il 2025. La detraibilità del sismabonus e del bonus barriere viene allungata a 10 anni dagli attuali 5.

Dal 2025, le banche non potranno più compensare i crediti del Superbonus con debiti previdenziali e assistenziali, pena il recupero del credito con interessi e sanzioni. Inoltre, le banche e gli intermediari che hanno acquistato crediti a meno del 75% del loro valore dovranno ripartire le rate in 6 quote annuali, non cedibili o ulteriormente ripartibili.

Il bonus casa scenderà al 30% dal 2028 al 2033. Per il 2025, l’aliquota scenderà al 36% con un tetto di spesa detraibile di 48.000 euro. Un plafond di 400 milioni è stato destinato alla cessione e allo sconto in fattura nelle zone colpite dai sismi del 2009 e del 2016, utilizzabile solo per nuove pratiche. Inoltre, sono previsti un fondo da 35 milioni per altre zone sismiche e uno da 100 milioni per interventi del terzo settore.

I Comuni saranno coinvolti nei controlli ai cantieri del Superbonus, con un ritorno pari al 50% delle somme riscosse. La sugar tax e la plastic tax sono rinviate rispettivamente a luglio 2025 e luglio 2026.

In sintesi, la nuova stretta sul Superbonus ha sollevato preoccupazioni significative per il rischio di default per famiglie e imprese, richiedendo interventi e soluzioni per mitigare gli effetti negativi e garantire la sostenibilità economica.