La Cina ha informato di aver condotto nuove esercitazioni militari intorno a Taiwan. L’annuncio segue l’arrivo nell’isola di una delegazione del Congresso Usa, guidata da democratico Ed Markey, presidente del gruppo per l’Asia-Pacifico della commissione Esteri del Senato americano, a 12 giorni da quella fatta dalla speaker della Camera Nancy Pelosi, che ha provocato la dura risposta di Pechino.

L’esercito cinese ha informato in un comunicato: “Il 15 agosto, il Teatro Orientale dell’Esercito Popolare di Liberazione Cinese ha organizzato una pattuglia multi-servizio congiunta di prontezza al combattimento ed esercitazioni di combattimento nel mare e nello spazio aereo intorno a Taiwan”. Pechino ha definito le esercitazioni un “deterrente” contro Washington e Taipei alla luce della visita sull’isola della delegazione del Congresso americano. In una nota il portavoce del ministero della Difesa cinese Wu Qian ribadisce che la presenza degli esponenti politici statunitensi “viola in modo flagrante il principio della ‘Unica Cina’ e i tre comunicati congiunti sino-americani, nonché la sovranità e l’integrità territoriale della Cina, inviando un segnale sbagliato alle forze separatiste dell’indipendenza di Taiwan ed esponendo del tutto il vero volto degli Stati Uniti come disgregatori e distruttori di pace e stabilità nello Stretto di Taiwan”. L’isola, ribadisce Wu Qian, è “della Cina e non è consentita alcuna interferenza straniera”. La Cina adotterà “misure ferme e potenti per salvaguardare la sovranità nazionale e l’integrità territoriale” in risposta alla missione statunitense, ha aggiunto il portavoce del ministero degli Esteri Wang Wenbin, per il quale “alcuni politici negli Usa sono all’unisono con le forze separatiste dell’indipendenza di Taiwan, cercando di sfidare il principio della ‘Unica Cina’, ma sono destinati al fallimento”.