Il Consiglio dei ministri ha varato un disegno di legge di ratifica che prevede un inedito protocollo tra l’Italia e l’Albania riguardo ai migranti imbarcati su navi italiane in acque extraeuropee. Secondo il rapporto sulle ‘Prospettive per l’economia italiana nel 2023-2024’, si stima che la messa a terra di questo protocollo potrebbe comportare oneri di circa 87 milioni di euro a partire dal 2024.

L’iniziativa, siglata da Giorgia Meloni e Edi Rama, deve confrontarsi con il diritto europeo e internazionale. L’attenzione di Bruxelles è stata sottolineata nelle scorse settimane, indicando l’importanza del “luogo dove opera un’imbarcazione”. Se il salvataggio avviene in acque internazionali, il diritto di asilo comunitario non si applica, consentendo all’Italia di trasferire i migranti in un altro Paese.

Il disegno di legge prevede un investimento di meno di 200 milioni di euro all’anno, secondo fonti governative. Il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, sottolinea che questi fondi saranno utilizzati per affrontare l’immigrazione irregolare e sono inferiori a quelli sequestrati per un cattivo uso del superbonus.

Le strutture in Albania includono un hotspot nel porto di Shengjin e un centro di permanenza per il rimpatrio nell’area di Gjader. La giurisdizione italiana sarà applicata all’interno di queste strutture, con tribunali e giudici di pace di Roma competenti sui ricorsi dei migranti trattenuti. Il ddl assicura il rispetto dei diritti previsti dalla disciplina italiana ed europea in materia.

Il Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, sottolinea che l’Europa non è contraria al protocollo, che rispetta il diritto internazionale ed europeo. La procedura consentirà eccezionalmente il trasferimento dei migranti dalle strutture albanesi a quelle corrispondenti in Italia, mantenendo lo status e procedendo con la stessa procedura.