Si accende lo scontro tra i leader del Pd, Enrico Letta e Giorgia Meloni di Fdi. Lo stupro di Piacenza, nello specifico, accende i toni della campagna elettorale: centrodestra e centrosinistra si scontrano sulla scelta di Giorgia Meloni di pubblicare il video amatoriale circolato sui media, insieme alla condanna dello stupro subito da una donna ucraina all’alba di domenica da un richiedente asilo originario della Guinea.

La leader di Fdi, accusata dai dem per aver diffuso il video, ma anche per aver lanciato sempre su media un messaggio che promuoveva lo sport per evitare devianze giovanili, afferma: “Bugie e bieca propaganda”, respingendo tutte le accuse.  Il segretario Dem, dopo avere condannato la pubblicazione del video, lancia su Twitter l’hashtag ‘viva le devianze’ per contrastare la posizione di Meloni. Ma Fdi replica presentando un elenco che comprendeva “droga, alcolismo, tabagismo, ludopatia, autolesionismo, obesità, anoressia, bullismo, babygang, hikikomori”. Laura Boldrini attacca definendo il concetto, quello delle devianze, “da Ventennio”. Il deputato dem Filippo Sensi, evidenzia come il post di Fdi sia stato poi rimosso,  ma “non basta, servono le scuse a chi è stato insultato e considerato deviante perché obeso o anoressico. Venitelo a dire alle famiglie che vivono questo sulla loro pelle”. Intanto la Lega rilancia la battaglia su quota 41 per la pensione, con il leader Matteo Salvini che ha contattato i sindacati e l’Alleanza di Verdi e sinistra italiana rilancia sui ambiente e diritti, a partire dalla cittadinanza per gli immigrati di seconda generazione. Ma l’attenzione resta alta sulla violenza sessuale di Piacenza. La donna, ricoverata in stato di choc, nel frattempo è stata dimessa dall’ospedale e la neo sindaca della città si dice pronta ad andarla a trovare e ad attivare il fondo regionale per le vittime di reato. La Procura di Piacenza, che ha chiesto la convalida dell’arresto e la custodia cautelare in carcere per il 27enne arrestato, nel frattempo indaga sulla diffusione del video della violenza sessuale “trattandosi di un fatto astrattamente riconducibile ad ipotesi di reato”. Un’istruttoria è stata aperta anche dal Garante della Privacy mentre la Fnsi sostiene che aver pubblicato il video sia “un’altra violenza” nei confronti della vittima.

Meloni replica a Letta che aveva invitato a “non superare i limiti della dignità e della decenza” che “la lesione della dignità non è la condanna di uno stupro, è lo stupro”. Per il leader di Azione, Carlo Calenda si è trattato di “una cosa indegna”. Ma per Meloni, come ha ribadito, il punto sottolineato è che  “la sicurezza è fuori controllo, anche grazie alle surreali politiche di immigrazione”, portate avanti in questi anni proprio dalla sinistra che non spende una parola né per la signora ucraina né per la condanna del suo stupratore, ma attaccano me”.