Cgil, Cisl e Uil partono per intervenire sul sistema pensionistico e consentire di accedere prima alla pensione rispetto ai 67 anni attualmente previsti, superando la  legge Fornero e garantendo più flessibilità in uscita, con la possibilità di andare in pensione da 62 anni o con 41 anni di contributi a prescindere dall’età e definendo anche una pensione di garanzia per i giovani.  Oggi è attesa l’apertura del cantiere, con l’avvio del tavolo a Palazzo Chigi tra il governo con il premier Mario Draghi ed i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil. Sul tavolo anche l’Ape social. Appaiono stretti i margini di un ulteriore intervento sul fronte pensionistico, ma pare che si possa attuare una norma per gli edili, che riduce da 36 a 30 gli anni di contributi necessari per accedere all’anticipo pensionistico, previsto dai 63 anni di età. Tra le proposte c’è anche quella di sostenere con soluzioni adeguate le donne: per loro chiedono di riconoscere un anno di contributi in più per ogni figlio o anche un anno ogni cinque dedicati alla cura di familiari non autosufficienti.