E’ stato proclamato oggi uno sciopero generale  in 11 Regioni che colpirà tutti i settori, dai trasporti alla sanità alle banche.

Le Regioni interessate sono: Alto Adige, Basilicata, Campania, Emilia Romagna, Friuli, Liguria, Lombardia, Molise, Sardegna, Toscana e Lazio. Alle ore 10, a Roma, in piazza della Madonna di Loreto, l’intervento conclusivo del segretario generale della Cgil Maurizio Landini. Si prevedono forti disagi soprattutto per il trasporto pubblico locale.

A Roma l’azienda dei trasporti Atac ha comunicato che lo sciopero coinvolgerà l’intera rete tra le 20 e mezzanotte, mentre a Milano il personale Atm sciopererà tra le 18 e le 22.

Sempre in Lombardia dalle ore 09:00 alle ore 13:00 è indetto anche uno sciopero del personale Trenord. In Campania lo stop sarà tra le 9 e le 13, in Toscana il trasporto pubblico locale sarà fermo per quattro ore, ma con orari diversi in ogni città. A Firenze l’agitazione inizierà dalle 18 alle 22.

In Emilia Romagna i trasporti non saranno garantiti tra le 11.30 e le 15.30 e si fermeranno per tutta la giornata anche scuole e università.

In Liguria il trasporto pubblico locale sarà interrotto da inizio servizio fino alle 5.30, poi dalle 9.30 alle 17 e quindi dalle 21 a fine servizio. Mentre il trasporto extraurbano si fermerà da inizio servizio fino alle 6, dalle 9 alle 17 e dalle 20 fino a fine servizio. Nella stessa regione lo sciopero riguarderà anche i porti e la logistica. In Molise i mezzi si fermeranno tra le 19.30 e le 23.30 e i taxi incroceranno le braccia tutto il giorno.

La protesta è cominciata il 12 dicembre promossa da Cgil e Uil. Manifestazioni e scioperi promossi da Cgil e Uil organizzati a livello regionale “per cambiare una manovra sbagliata e contro il lavoro, per rivendicare una manovra più giusta per le persone e più utile per il Paese”.  I sindacati chiedono di aumentare i salari detassando gli aumenti dei contratti nazionali, portando la decontribuzione al 5% per i salari fino a 35.000 euro; di conferire tutele a tutte le forme di lavoro, assegnando ai Ccnl un valore generale, sancendo così anche un salario minimo e diritti normativi universali; di eliminare le forme di lavoro precario per un unico contratto di inserimento al lavoro con contenuto formativo; una riforma fiscale che rispetti il principio della progressività; la tassazione degli extraprofitti che generi risorse per un contributo straordinario di solidarietà; la rivalutazione delle pensioni; risorse per l’istruzione e la sanità; la cancellazione della legge Fornero con l’uscita flessibile dal lavoro a partire dai 62 anni, il riconoscimento della diversa gravosità dei lavori, la pensione di garanzia per i giovani e per chi ha carriere discontinue e “povere”, il riconoscimento del lavoro di cura, il riconoscimento delle differenze di genere, l’uscita con 41 anni di contributi. Lo sciopero di oggi conclude una settimana di scioperi regionali indetti da Cgil e Uil, il primo lunedì 12 in Calabria.