Preparation of a classroom at the Istituto Comprensivo "Via delle Carine" school for resuming teaching in presence of students in Rome, Italy, 29 March 2021. ANSA/ANGELO CARCONI

Oggi gli studenti sono rientrati a scuola, nonostante le numerose richieste da parte di governatori regionali, sindaci e dirigenti scolastici di posticiparne la data. Ma il Governo ha tirato dritto dicendo che la scelta è stata fatta “sull’evidenza che il prolungato e diffuso uso di una distanza provoca problemi alla vita di una comunità”.

Il ministro Patrizio Bianchi, intervenendo a Radio 1, nel giorno del ritorno in classe degli studenti, ha detto: “Stiamo lavorando su una partecipazione collettiva, usciamo dalla logica del controllore: c’è un Paese che nel suo insieme si assume l’incarico di far tornare a scuola i ragazzi”. E sull’uso delle mascherine Ffp2 ha riferito: “Abbiamo fatto un intervento importante, il generale Figliuolo ha raggiunto un accordo con le farmacie per calmierare il prezzo a 0,75 euro. Le diamo inoltre gratuitamente già a tutti gli operatori, soprattutto della scuola dell’infanzia dove non ci sono protezioni per bambini. Però è un tema importante, ho capito che sta molto a cuore e lo porrò in evidenza al Consiglio dei ministri”. Ma il governatore del Veneto, Luca Zaia, a Mattino 5 ha detto: “La situazione è preoccupante, il 25-30% tra studenti e insegnanti sarà assente con defezioni dovute a malattia, quarantena o mancata vaccinazione. Draghi si faccia dare un parere dal Comitato tecnico scientifico perché l’assembramento è inevitabile, da noi, almeno 800mila persone saranno confinate in aula per ore, con il rischio che, se ci saranno positivi, ci siano anche contagi. Sono favorevole alla riapertura delle scuole – ha rimarcato – ma con precise indicazioni del Cts. Quella di oggi è di fatto una falsa partenza”.

E la rivista specializzata Tuttoscuola parla di 200mila classi in Dad entro 7 giorni da oggi. Una previsione facile, guardando i contagi, secondo il presidente dell’Associazione Nazionale Presidi, Antonello Giannelli, che a Rainews24 ha detto: “Quello che il governo non ha voluto fare lo farà la pandemia. A mio avviso sarebbe stato preferibile rinviare l’apertura di 2-3 settimane per raggiungere gli obiettivi che al momento non sono raggiunti. Il governo ha compiuto una scelta legittima sulla quale io non sono d’accordo. Ma questo è normale un uno stato democratico”.