Mario Proto, con la sua macchina fotografica ha visto e documentato migliaia di fatti di cronaca degli ultimi 50anni a Roma. Collaboratore prima del Paese Sera poi del Corriere della Sera, ha documentato alcuni dei momenti più sofferti della storia del nostro Paese, dalla strage di via Fani per il sequestro Moro, alle efferate vicende della Banda della Magliana, dal terrorismo rosso e nero ai grandi gialli della Capitale come via Poma, la villa dell’Olgiata, Marta Russo, fino ai più recenti episodi di nera che hanno sconvolto la Capitale (gli spari a Manuel Bortuzzo, l’omicidio del maresciallo Cerciello, l’assassinio di Luca Sacchi).

La cerimonia, a due anni dalla scomparsa del giornalista fotoreporter del Corriere della Sera, è stata promossa dalla presidente dell’Assemblea Capitolina Svetlana Celli e ospitato a Palazzo Valentini dalla Citta Metropolitana.

Oltre alla Presidente Svetlana Celli e al vicesindaco della Citta Metropolitana di Roma Pierluigi Sanna, che ha ospitato l’evento, sono intervenuti il Prefetto Francesco Tagliente, il responsabile editoriale Corriere della Sera Giuseppe Di Piazza, i fotoreporter Rino Barillari e Maurizio Piccirilli. La cerimonia si è conclusa con l’intervento di Andrea Proto, uno dei due figli di Mario.

“Come Presidenza dell’Assemblea Capitolina- ha detto Svetlana Celli – abbiamo voluto ricordare Mario Proto. Ha dedicato i suoi anni a raccogliere e immortalare alcuni dei momenti che hanno caratterizzato la storia di Roma e del nostro Paese, come la strage di via Fani e il sequestro di Aldo Moro. Gli avvenimenti che sono rimasti, anche grazie alle sue foto, nella memoria di tutti. Ha lasciato il segno anche tra i suoi colleghi. E’ stato un esempio di professionalità e di umanità. Lo ha fatto in un’epoca in cui ‘si consumavano le scarpe’ per arrivare sui luoghi della notizia e non esistevano le moderne tecnologie. Ha rappresentato al meglio il ruolo dei fotoreporter, un lavoro che è sottoposto a rischi quotidiani e che va tutelato e rispettato sempre. Con lui ricordiamo i fotoreporter e i giornalisti che hanno perso la vita per cercare la verità anche in luoghi di guerra e di frontiera. E i tanti giornalisti costretti a vivere sotto scorta per le loro inchieste e per difendere la libertà di stampa”.

Il Prefetto Tagliente ha ricordato il contributo di Mario Proto nella pubblicazione “Doppiavela 21. 113 Pronto! Un viaggio tra storia e immagini” di Marianna Di Nardo edito da FrancoAngeli. La cronaca nera di ogni giorno negli ultimi decenni, fino a oggi, raccolta in un libro che racconta le storie di 23 giornalisti e 53 poliziotti che si sono ritrovati fianco a fianco in mezzo alla strada: i primi a descrivere vicende che hanno tenuto incollate migliaia di lettori alle pagine dei quotidiani, e i secondi a viverle in prima persona.

Il libro descrive uno spaccato della storia di Roma dell’ultimo mezzo secolo, al centro anche della vita dell’intero Paese, descritto anche attraverso l’attività della sala operativa del 113, punto di riferimento oggi di milioni di cittadini. Una carrellata di ricordi, aneddoti, storie di cronaca nera. La fotografia di anni difficili, pericolosi, di inseguimenti mozzafiato e indagini contro assassini imprendibili. Ma anche di coraggio, disperazione, perfino di episodi al limite dell’umorismo.

Mario Proto alle pagine 250 – 252 descrive la strage della scorta di Aldo Moro di via Fani (16 marzo 1968) la sanguinosa sparatoria fra Nocs e sequestratori sulla bretella Fiano – San Cesareo in occasione della consegna controllata del riscatto di 5 miliardi per la liberazione dell’industriale fiorentino Dante Belardinelli (1989) l’arrivo a Roma in stato di arresto, di Maurizio Abbatino, il boss della banda della Magliana (1992) l’arresto di Vincenzo Fronteddu responsabile di abusi sessuale e omicidio del minore Simone Nardacci nella pineta di Ostia (1998).

Toccanti le parole di Giuseppe Di Piazza che ha ricordato la figura di Mario Proto che con i suoi scatti ha documentato i fatti più importanti della città di Roma raccontate dal Corriere della Sera negli ultimi 50 anni. I colleghi fotoreporter Rino Barillari e Maurizio Piccirilli con i loro interventi hanno toccato le corde più profonde della emozione ricordato anche gli altri fotoreporter che ci hanno lasciati

Al termine della cerimonia, il prefetto Tagliente, richiamando il “particolare ringraziamento a Mario Proto, Rino Barillari, Maurizio Piccirilli e Massimo Sestini per aver gentilmente messo a disposizione il materiale fotografico utilizzato per la pubblicazione “Doppiavela 21. 113 Pronto!” (riportato a pagina 4 del libro), ha donato una copia alla moglie Gianna e ai figli Gianluigi e Andrea Proto.