Uno studio, pubblicato su Science dai ricercatori dell’Università della British Columbia in Canada, ha effettuato il primo “ritratto” dettagliato della proteina Spike con cui Omicron apre la serratura delle cellule umane. Lo studio è stato condotto con una risoluzione quasi atomica e svela come la struttura molecolare della proteina aumenti la trasmissibilità e l’elusività della nuova variante, fornendo preziose indicazioni per sviluppare nuove terapie più mirate. L’analisi strutturale, realizzata grazie alla microscopia crioelettronica, indica che diverse mutazioni (R493, S496 e R498) danno origine a nuovi legami ionici e legami idrogeno tra la Spike e il recettore Ace-2. Questi legami aumentano l’affinità del virus per le cellule umane, mentre altre mutazioni (come K417N) riducono la forza di questi legami.