Nel corso dell’udienza concessa alle 34 nuove Guardie Svizzere, papa Francesco ha rivolto un incoraggiamento affettuoso, esortandoli a coltivare attivamente la vita comunitaria anziché isolarsi dietro schermi digitali durante il tempo libero.

Il Papa ha enfatizzato l’importanza delle attività condivise, incoraggiando i giovani a conoscere Roma e a condividere momenti di fraternità. Queste esperienze, ha sottolineato, contribuiscono a costruire relazioni significative che accompagneranno gli individui per tutta la vita.

Dei 34 nuovi membri della Guardia Svizzera, solo due parlano italiano, mentre gli altri sono di lingua tedesca o francese. La cerimonia di giuramento, tenutasi nel Cortile di San Damaso, è stata presieduta dal sostituto per gli Affari Generali, monsignor Edgar Pena Parra, e dalla presidente della federazione svizzera, Viola Amherd.

Il colonnello Christoph Graf, comandante del Corpo, ha sottolineato la vocazione del servizio e ha citato le parole di Madre Teresa di Calcutta, sottolineando che il frutto del servizio è la pace.

Il Pontefice ha espresso il suo apprezzamento per il servizio generoso e solerte delle Guardie Svizzere, riconoscendo la loro presenza di qualità e il loro stile gentile e scrupoloso. Ha anche accennato alla nuova caserma del Corpo, attualmente in fase di progettazione, che mira a migliorare il sostegno e il senso di famiglia all’interno del Corpo.