This handout photo provided by the Vatican Press Office shows Pope Francis delivering his Angelus prayer from the Library of the Apostolic Palace, at the Vatican, 29 March 2020. ANSA/ VATICAN MEDIA +++ HO - NO SALES, EDITORIAL USE ONLY +++

Il Papa in aereo alla domanda se sia giusto inviare armi all’Ucraina ha risposto: “Questa è una decisione politica, che può essere morale, cioè moralmente accettata se si fa con le condizioni di moralità”.Ma può essere immorale se viene fatta con l’intenzione di provocare più guerra, o di vendere le armi o scartare quelle che a me non servono più. La motivazione è quella che in gran parte qualifica la moralità di questo atto. Difendersi è non solo lecito, è anche un’espressione di amore alla patria. Chi non si difende, chi non difende qualcosa non la ama. Invece chi difende ama”. Il  Papa ha poi evidenziato come “si dovrebbe riflettere ancora di più sul concetto di guerra giusta, perché tutti oggi parlano di pace, da tanti anni le Nazioni Unite parlano di pace, fanno tante cose di pace. Ma in questo momento quante guerre sono in corso?”. Il Pontefice ha aggiunto che “la guerra in se stessa è un errore, e noi in questo momento stiamo respirando quest’aria, se non c’è guerra sembra che non c’è vita. La fabbrica delle armi è un commercio assassino. Qualcuno che conosce le statistiche – ha sottolineato – diceva che se si smettesse per un anno di fare le armi si risolverebbe tutta la fame nel mondo. Non so se è vero o no, ma intervenire su fame, educazione, non si può perché si devono fare le armi. Oggi essere politico è una strada difficile. Dico essere un grande politico, un politico di quelli che si mettono in gioco per i valori della patria, per i grandi valori. Non che si mette in gioco per interessi, la poltrona o per altro. Tutti i Paesi, tra cui anche l’Italia, devono cercare i grandi politici, cioè che abbiano la capacità di fare politica: c’è un’arte, è una vocazione nobile la politica”.