“Davanti al vuoto dell’indifferenza e del qualunquismo, davanti alla violenza della guerra e della menzogna, siate voi scintilla di un’umanità nuova”. È questo il cuore del messaggio che papa Leone ha rivolto ai giovani riuniti a Madrid per la veglia di preghiera in Plaza de Lima, nel pieno centro della capitale spagnola.

Davanti a una folla stimata in almeno 500mila persone, il Pontefice ha affidato alle nuove generazioni una missione semplice e radicale: “Essere umani”. Non figure costruite sull’apparenza, ma uomini e donne autentici, “in carne e ossa”, capaci di diventare volti affidabili in un tempo segnato da conflitti, divisioni e smarrimento.

“Siate persone che cercano la giustizia perché ne hanno fame, come del pane quotidiano”, ha detto il Papa, invitando i giovani a desiderare una vita onesta, retta e fondata sulla responsabilità.

La visita di papa Leone in Spagna segna il ritorno di un Pontefice nel Paese dopo quindici anni. Accolto a Madrid con tutti gli onori, alla presenza del re Felipe VI, della regina Letizia e del presidente del governo Pedro Sanchez, Leone ha pronunciato un discorso dal forte respiro europeo e internazionale.

Il Papa ha invitato ad abbandonare le narrazioni divisive e polarizzanti, superando le semplificazioni sterili per imparare ad apprezzare la complessità. È proprio questa, secondo Leone, una delle grandi vocazioni dell’Europa: non negare la complessità del presente, ma attraversarla con maturità, dialogo e responsabilità.

“È il dono che il Vecchio Continente può fare al mondo se vuole rimanere giovane”, ha affermato il Pontefice, mettendo in guardia dagli approcci identitari che sembrano rendere tutto chiaro, ma finiscono per popolare il mondo di fantasmi e nemici.

Prima ancora di arrivare in Spagna, durante il volo papale, Leone aveva affrontato alcuni dei temi internazionali più delicati. Parlando dell’Iran, ha affermato che “non è una guerra giusta”, richiamando indirettamente il dibattito sulla teoria del “bellum iustum” di Sant’Agostino, spesso evocata in contesti politici contemporanei, ma nata in un’epoca lontanissima dalle armi e dalle capacità distruttive di oggi.

Il Papa è intervenuto anche sulla guerra in Ucraina, dopo il fallimento dei tentativi di dialogo tra Volodymyr Zelensky e Vladimir Putin. “Bisogna spingere il negoziato”, ha ribadito, confermando la linea della Santa Sede a favore della diplomazia e della ricerca di una soluzione politica al conflitto.

Nel corso del viaggio, Leone non ha evitato neppure il tema degli abusi nella Chiesa, particolarmente sensibile in Spagna. Ha definito la questione “una ferita ancora aperta” e ha spiegato che incontrerà alcune vittime, pur riconoscendo che non sarà possibile ricevere tutte quelle che lo desiderano.

Non sono mancati momenti più leggeri. A proposito della presenza a Madrid della star portoricana Bad Bunny, impegnata in dieci concerti proprio nei giorni della visita papale, Leone ha scherzato: “Me o Bad Bunny? I giovani magari ora scelgono lui, ma se sono alla ricerca di senso poi arriva anche la dimensione spirituale”. E alla domanda calcistica su Real Madrid e Barcellona, ha risposto: “Il Papa tifa per tutte le squadre, ma Prevost per il Real Madrid”.

La capitale spagnola, sorvegliata da circa 11mila agenti e reparti speciali, ha accolto il Papa americano con grande partecipazione. Leone ha scelto di pronunciare quasi tutti i suoi discorsi in spagnolo, lingua che conosce bene grazie alla lunga esperienza missionaria vissuta in Perù, a Chiclayo.

Nel pomeriggio, il Pontefice ha visitato un centro di accoglienza, rilanciando un altro tema centrale del suo pontificato: l’apertura verso chi è fragile, solo o costretto a migrare. “Aprire le porte, accogliere i sogni”, ha detto, abbracciando una giovane madre che in Europa ha trovato una possibilità di futuro. Durante l’incontro, ha ricevuto simbolicamente anche il permesso di soggiorno cittadino dei senzatetto accolti nella struttura.

La giornata si è conclusa con la grande veglia dei giovani in Plaza de Lima. Una folla immensa ha accompagnato il messaggio del Papa, che da Madrid ha parlato non solo alla Spagna, ma all’Europa e al mondo intero: in un tempo attraversato da guerre, paure e polarizzazioni, la vera rivoluzione è tornare a essere pienamente umani.