Il Papa, parlando del conflitto in Ucraina, sottolinea che “quello che bisogna fare” è “liberare i cuori dall’odio”. Inoltre, commenta anche le reazioni ad alcune sue affermazioni: “Dal primo giorno della guerra fino a ieri ho parlato costantemente di questo conflitto, facendo riferimento alle sofferenze dell’Ucraina” ma ritiene di non essere sempre stato compreso.

Nella conversazione con i gesuiti in Kazakistan, rilanciata da La Civiltà Cattolica, ha affermato a cuore aperto: “Vorrei dirvi che a me non interessa che voi difendiate il Papa, ma che il popolo si senta accarezzato da voi che siete i fratelli del Papa. Il Papa non si arrabbia se è frainteso, perché conosco bene la sofferenza che c’è alle spalle”. Il Pontefice riferisce anche che “quando è venuto in visita un vescovo cattolico ucraino, io gli ho consegnato un plico con le mie dichiarazioni sul tema. Ho definito l’invasione dell’Ucraina una aggressione inaccettabile, ripugnante, insensata, barbara, sacrilega… Leggete tutte le dichiarazioni! La Sala Stampa le ha raccolte. È in corso una guerra e credo sia un errore pensare che sia un film di cowboy dove ci sono buoni e cattivi. Ed è un errore anche pensare che questa è una guerra tra Russia e Ucraina e basta. No: questa è una guerra mondiale”.  Il Papa si è anche adoperato per lo scambio di prigionieri tra Russia e Ucraina. Lo ha affermato lui stesso nel colloquio con i Gesuiti nel viaggio in Kazakistan a metà settembre.