Per i 13 Parchi Regionali del Lazio si conclude oggi un periodo di 10 anni importantissimi, durante i quali ci sono state presidenze, governance e politiche, a partire dalle tante approvazioni dei piani di assetto, di grande valore. Riparte invece ufficialmente una fase di commissariamenti da dove il mondo dei parchi era faticosamente uscito quasi dieci anni fa.

“Per il mondo dei Parchi nel Lazio, quello che si chiude oggi è un decennio di presidenze, governance, politiche e attività, importante e positivo quanto mai fino ad oggi – dichiara Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio -. Su tutte, quella di RomaNatura è stata senz’altro la migliore esperienza nella storia ultra-trentennale del mondo dei parchi laziali per quanto il suo Presidente Maurizio Gubbiotti ha saputo concretizzare, a lui va il grande ringraziamento della nostra associazione: con impegno instancabile, competenza e una cultura ambientalista profonda, derivante anche da anni e anni di impegno in Legambiente, il suo operato ha restituito un grande protagonismo al mondo dei Parchi romani, a vantaggio di chi li vive, ci lavora, genera economia verde o ne cura la bellezza. Per anni le aree protette romane e regionali hanno svolto bene il ruolo di tutela e salvaguardia della biodiversità; ma dopo questo decennio, in primo luogo nella Capitale, non possiamo che evidenziare il salto di qualità nella governance, che le ha trasformate in una pietra angolare indissolubile per lo sviluppo delle green economy e fruizione sostenibile, anche attraverso una enorme promozione delle tantissime bellezze che custodiscono”.

Intanto in questi giorni e fino alle ultime ore, il nuovo governo regionale starebbe definendo il quadro dei nomi indicati come commissari degli Enti Parco. “Oggi più che mai sosteniamo la necessità di un rafforzamento del nostro mondo dei Parchi e ci rivolgiamo alla Regione, in primo luogo per chiedere di non disperdere le migliori delle esperienze costruite in questo decennio, fatte di persone e competenze grazie alle quali si è generata una grande sinergia tra amministrazioni, territori, associazionismo, enti parco, cura e salvaguardia delle risorse naturali; e poi perché non nasca una fase commissariale ma si avvii subito ogni iter necessario a gestire nella maniera corretta gli enti parco, con Presidenti, Consigli Direttivi e Comunità dei Parchi, dove sia rappresentato l’ambientalismo nella maniera migliore, per tutto ciò che di positivo rappresenta, il suo portato culturale e di grandi competenze per le Aree Protette Regionali del Lazio”.