La Pasqua 2026 si conferma all’insegna della cautela per le famiglie italiane. Secondo un’indagine di Confesercenti, due italiani su tre sceglieranno di festeggiare in casa, limitando le spese a causa del clima economico incerto e del timore di nuovi rincari.
A incidere sulle decisioni dei consumatori sono soprattutto l’aumento dei prezzi e le tensioni geopolitiche. Il 66% degli intervistati dichiara che questi fattori influenzano significativamente le proprie scelte per Pasqua e Pasquetta.
In particolare, il 71% indica l’inflazione come principale causa della riduzione della capacità di spesa, seguita dal caro bollette (47%) e dalla diminuzione del reddito disponibile (40%). Anche i costi di carburanti e trasporti contribuiscono a frenare soprattutto il settore turistico.
Di fronte a questo scenario, prevale un atteggiamento prudente: solo il 28% degli italiani prevede di spendere più rispetto allo scorso anno, mentre quasi la metà punta a mantenere lo stesso livello di spesa.
La casa resta quindi il luogo privilegiato per le celebrazioni, anche se chi sceglie il ristorante mette in conto un aumento dei costi: oltre la metà si aspetta infatti di spendere di più rispetto al passato.
Per la giornata di Pasquetta le scelte risultano più diversificate: il 46% resterà a casa, mentre altri opteranno per incontri tra amici o attività all’aperto. Solo una minoranza sceglierà il ristorante.
La spesa media si attesta intorno ai 35 euro a persona, ma sale fino a circa 58 euro per chi decide di mangiare fuori, confermando una generale attenzione al budget.
Nonostante le difficoltà, la Pasqua rimane un momento centrale di convivialità per gli italiani. Tuttavia, come sottolineato dal presidente di Confesercenti, Nico Gronchi, il peso dei rincari continua a frenare i consumi e a indebolire la domanda interna.
Un segnale che preoccupa, perché evidenzia una ripresa ancora fragile e fortemente esposta al rischio di nuovi shock, soprattutto legati ai costi energetici.










