Nei primi nove mesi del 2024 si è registrato un calo significativo nelle richieste di pensioni anticipate, con una diminuzione del 16,47% rispetto allo stesso periodo del 2023. L’Inps attribuisce questa riduzione soprattutto alle nuove regole di Quota 103, che prevedono il ricalcolo delle pensioni interamente con metodo contributivo e un allungamento delle finestre di uscita.
In particolare, la media dell’età di pensionamento per chi accede a forme di pensione anticipata è scesa sotto i 62 anni, attestandosi a 61,2 anni per i dipendenti privati e a 62,1 anni per i dipendenti pubblici. Inoltre, il ricorso a Opzione Donna è crollato, con solo 2.749 pensionamenti in nove mesi rispetto agli oltre 11mila del 2023.
In totale, le nuove pensioni nei primi nove mesi del 2024 sono state 577.061, con un importo medio di 1.228 euro mensili. Tuttavia, persiste una forte disparità tra uomini e donne, con gli assegni maschili mediamente più alti del 37% rispetto a quelli femminili. Le pensioni più elevate si registrano tra i dipendenti pubblici (2.143 euro medi), mentre le più basse sono tra i parasubordinati, con una media di 274 euro al mese.










