Di Giovanni Tagliapietra-

Per fortuna che il Mose c’è e funziona, vien da dire ricordando il famoso slogan pro-Silvio Berlusconi. Venezia e veneziani ringraziano per lo scampato pericolo dell’altra notte. Lo spettro della drammatica giornata del 4 novembre ’66 ha fatto tremare tutti. Il centro storico difficilmente avrebbe retto all’assalto di una alta marea classificata tra le più impressionanti che mai abbiano minacciato la laguna veneta. Proprio in un momento in cui la Serenissima appare proiettata verso un futuro più sereno, con investimenti, con progetti, con un futuro di sostenibilità che appare a portata di mano, con un brand stellare che si dimostra vincente in ogni angolo del mondo, veicolando milioni di turisti, affari e molto altro. Se il tanto bistrattato sistema di paratie (che tra l’altro sarà a regime entro il dicembre del prossimo anno) non fosse entrato correttamente in funzione e non avesse retto addio sogni di gloria. E invece è andato tutto bene, la centrale operativa e i tecnici sono stati all’altezza, facendo dimenticare anni di veleni, di polemiche, di inchieste giudiziarie, di soldi buttati e di carriere politiche, imprenditoriali, amministrative stroncate.
E’ il segno dei tempi, è il segno che Venezia può veramente tornare agli antichi splendori e diventare la capitale della sostenibilità per la quale è stata appena costituita una fondazione ad hoc. Tecnologie sofisticate e fondi finalmente ben indirizzati stanno facendo il miracolo. Che sia merito di Conte, di Draghi, di Salvini (già calato in laguna a dispensare sorrisi e pacche sulle spalle) poco importa: le lastre di cristallo costituiscono finalmente una barriera insopportabile a guardia della preziosissima Basilica, su Piazza San Marco è in corso una operazione avveniristica che solleverà i masegni del salotto veneziano e sigillerà quel che c’è sotto impedendo che la marea trovi sfogo attraverso i tombini. Grossi marchi stanno per ridare prestigio e luce alla piazza, tornano i grandi affari.
Ma in un angolo del cervello resta un dubbio di fondo. Tutto da verificare ma che sarebbe pericoloso oggi, con tutto quello che la scienza mette a disposizione, sottovalutare. A che prezzo il Mose salva Venezia? Ne pagherà in salute e sopravvivenza la laguna che circonda la Serenissima? Gli ambientalisti, gli scienziati-contro dell’epoca, quelli che osteggiavano il progetto negli anni Settanta-Ottanta, dicevano cose del tutto sbagliate? E che effetti hanno le paratie sollevare sulle coste limitrofe dell’Adriatico, da Chioggia in giù, da Grado in su? L’Adriatico è un grande catino, se la marea non trova sfogo da una parte trabocca dall’altra? Forse è meglio farci una piccola riflessione.