Si avvicina l’appuntamento più importante per la politica, il 18 gennaio 2022 iniziano le votazioni in Parlamento per eleggere il nuovo presidente della Repubblica. Anche se ufficialmente tutti aspettano il via libera alla Legge di Bilancio per aprire i giochi, sottotraccia e dietro le quinte è continuo scambio di messaggi whatsapp tra parlamentari, capi-corrente, ministri e leader per cercare di sbrogliare una matassa che non sembra al momento facile.
Ma al di là di chi salirà sul Colle più alto della Capitale – le ipotesi principali restano Mario Draghi con Marta Cartabia premier o elezioni e Silvio Berlusconi se davvero trova i numeri – il quadro che sta emergendo è quello di un quartetto di veri protagonisti, una sorta di asse segretissimo che potrebbe decidere davvero chi andrà al Quirinale. A farne parte sono il segretario del Partito Democratico Enrico Letta, il leader di Italia ed ex premier Matteo Renzi, il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti e la presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni.

L’ex Cavaliere e leader di Forza Italia al momento non è presente per ovvi motivi essendo candidato e direttamente impegnato in prima persona a cercare voti tra i grandi elettori. I due grandi assenti dal quartetto chiave per le manovre del Quirinale sono Matteo Salvini e Giuseppe Conte. Il segretario della Lega, impegnato nella costruzione del tavolo ufficiale, viene considerato da diverse fonti politiche poco affidabile, nel senso che se prende un impegno su un nome o una strategia poi c’è il forte rischio che cambi idea ribaltano i giochi.
Per quanto riguarda il capo politico del Movimento ed ex premier, le fonti sottolineano la sua scarsissima capacità di controllare i gruppi parlamentari 5 Stelle, meno del 20% sarebbero i suoi fedelissimi. In sostanza se Conte prende una decisione o un impegno poi il pericolo è che la stragrande maggioranza dei suoi parlamentari non lo segue. Ed è così che, rigorosamente dietro le quinte, si sta formando una sorta di poker quirinalizio formato da Letta, Renzi, Giorgetti e Meloni.