SuperMario Draghi rassicura il paese nel suo complesso, rassicura le imprese, tiene sotto scacco i partiti e ha la fiducia in(condizionata) dei partners europei. Governa con maestria e mano sicura, scansa le questioni che non ritiene fondamentali, si impone sui temi cruciali  (tranne che su Covid e dintorni, sembra, temi sui quali si affida un po’ troppo incondizionatamente agli esperti) e ha la indubbia capacità di vedere più lontano degli altri. Ha un obiettivo di fondo, traghettare il paese in acque più sicure. Un risultato “professionale” importante. Il Quirinale? Chissà, non s’è capito, l’avventura di Carlo Azelio Ciampi  non si deve ripetere per forza. Con i media non ha problemi di rapporto, con gli elettori non ha certo remora da dipendenza e da voto. Fa squadra e partita a sé. E in questo momento la situazione fa comodo a tutti.  Con il suo sorriso a metà,un po’ sghembo, con la sua fredda ironia, con i suoi modi gentili tiene tutti a distanza. Ha carisma, appeal, ma è freddo.  Non trasmette umanità. E oggi ne servirebbe invece una dose da elefante.
Gli italiani sono confusi dalle voci incerte sulla pandemia,. Dal green pass obbligatorio, dalla spinta ossessiva sulle vaccinazioni. Hanno problemi economici, ma anche umani, esistenziali. Da questo punto di vista Supermario zoppica un po’. All’inizio la sua riservatezza, la sua apparente timidezza venivano prese come dato caratteriale. Ora dovrebbe fare uno scatto in avanti, dovrebbe sedersi a tavola (metaforicamente) con i suoi concittadini. Non con l’approccio che fu del collega Monti, quell’immagine del premier-nonno con il loden datato che tratta tutti come nipotini lasciando cadere dall’alto pillole di saggezza e tenendo sullo sfondo la sua immagine di uomo di potere, esperto, freddo determinato. No, a Draghi si chiede altro. Si chiedono spiegazioni, pacate, analitiche, ma chiare. Perché il premier non parla al paese e lo rassicura? Perché   invece di contingentare le sue comunicazioni alle conferenze stampa non dialoga con la gente.
Giuseppe Conte riempiva i media di dichiarazioni, faceva uso massivo dei mezzi televisivi, ma parlava sempre di sé e di quanto era giusta e giustificata la sua politica. Non chiariva, non spiegava, non rassicurava e non dava la linea. Alla fine ha stufato tutti, ed è stato costretto a passare la mano. Mario Draghi secondo i sondaggi ha un consenso che oscilla tra il 60 e il 70%. Un  consenso altissimo. Il paese ha fiducia in lui. Se spiegasse direttamente i dati della pandemia, delle vaccinazioni, dei contagi, dei tamponi, se chiedesse agli italiani di aiutarlo a fermare il vaccino con un comportamento corretto, con le attenzioni del caso, se chiedesse collaborazione invece di farsi prendere la mano da chi gli sta intorno e continua a lanciare messaggi divisivi e preoccupanti, magari gli italiani prenderebbero la “lezione” con maggiore serenità