Trovate dal rover Perseverance della Nasa sulla superficie di Marte rocce che contengono molecole organiche e che, secondo gli esperti dell’agenzia spaziale americana potrebbero essere “una possibile firma della vita”, ossia riconducibili “a una sostanza o a una struttura che potrebbe testimoniare l’esistenza di una vita passata sul pianeta rosso, ma che potrebbero anche essere state prodotte senza che ci fosse vita”.

In particolare a tenere alta l’attenzione sono stati due campioni di roccia che hanno le dimensioni di un mignolo e vengono conservati in provette fino a quando una missione di follow-up non potrà raccogliere le rocce marziane da Perseverance nel 2030.