L’EMERGENZA/ Attenzione massima contro manovre  speculative. I punti principali dell’azione della Gdf per contrastare gli effetti della guerra in Ucraina sui prodotti energetici, illustrati dal comandante generale Giuseppe Zafarana al Senato.

 

Un piano straordinario di verifiche sulle comunicazioni relative al prezzo medio di acquisto, produzione e vendita dell’energia elettrica, del gas e del petrolio, più controlli sul territorio per rilevare possibili manovre speculative, accertamenti per far luce sulle ragioni del rialzo dei prezzi, attenzione massima per evitare che i rincari possano alimentare condotte evasive o speculative, aumento delle pene per chi compie manovre speculative. Sono i punti principali dell’azione della Gdf per contrastare gli effetti della guerra in Ucraina sui prodotti energetici, illustrati dal comandante generale Giuseppe Zafarana al Senato.
Il settore dei prodotti energetici «è fortemente esposto a fenomeni di evasione dell’Iva e delle accise, che oltre a danneggiare il gettito erariale producono effetti distorsivi della concorrenza» premette nel corso della sua audizione in commissione Finanze il comandante generale della Gdf, elencando gli interventi nell’ultimo biennio nel settore dei carburanti: 2.338, che hanno portato alla denuncia di 1.699 soggetti di cui 90 arrestati, al sequestro di 7.700 tonnellate di prodotto e all’accertamento di frodi per 250mila tonnellate. Lo scoppio della guerra in Ucraina ha fatto però emergere «un ulteriore fenomeno: il rincaro dei prodotti energetici», sottolinea Zafarana, che a sua volta si interseca con le frodi fiscali già in essere. Si assiste così «da un lato all’importazione del prodotto in evasione di Iva e accise e dall’altro all’immissione in consumo dei prodotti a prezzi elevati».
Un quadro che la Gdf intende contrastare con diverse azioni. «La nostra attenzione – ribadisce il generale Zafarana – resta altissima, tenuto conto che il recente rialzo dei prezzi dei prodotti energetici potrebbe alimentare condotte evasive o speculative a danno di imprese e consumatori». Un rischio contro il quale la Gdf sta lavorando in collaborazione con magistratura, con organi istituzionali, autorità indipendenti e soggetti pubblici cui spettano funzioni di garanzia, regolazione e controllo. Non solo: da giorni, su indicazione delle procure, sono in corso una serie di accertamenti «volti a far luce sulle ragioni del recente aumento del prezzo del gas, dell’energia elettrica e dei carburanti» sulla base di due articoli del codice penale, il 501 – rialzo e ribasso fraudolento di prezzi sul pubblico mercato o nelle borse di commercio – e il 501 bis, che punisce le manovre speculative sulle merci. Ma si tratta di fattispecie, spiega ancora Zafarana, molto ampie e per questo di «rara e difficile applicazione». Senza contare che per contestarli è necessario «sussista un concreto rischio di rarefazione o di rincaro di determinati beni» e che il «il rincaro o la rarefazione assumano forme, per intensità e durata, di assoluta eccezionalità».
Motivi per i quali la Finanza ipotizza due diversi interventi: una «riflessione» sulle attuali norme, con l’obiettivo di renderle idonee a tutelare l’economia e i consumatori in momenti come quello attuale, e un aumento delle pene, che al momento stabiliscono un massimo di 3 anni di reclusione, in modo che si possano utilizzare strumenti più complessi ed efficaci per trovare le prove delle manovre speculative. Altri due interventi riguardano appunto il piano straordinario di controlli sulla veridicità delle comunicazioni relative al prezzo medio di acquisto, produzione e vendita dell’energia elettrica, del gas naturale, del gas metano e dei prodotti petroliferi da parte di soggetti tenuti al pagamento straordinario sui cosiddetti ‘extraprofittì e il rafforzamento del controllo economico del territorio, con indicazione chiare ai reparti: risalire sistematicamente le filiere commerciali fino alle strutture e ai soggetti dei quali risultino trarre origine le speculazioni. Con l’ultimo decreto è stata inoltre approvata la possibilità che il Garante possa avvalersi della Gdf per monitorare l’andamento dei prezzi. E in quest’ottica i finanzieri avranno accesso diretto «in forma massiva» ai dati delle giacenze, comunicati dagli esercenti i depositi commerciali e gli impianti di distribuzione stradale, e alle informazioni contenute nel documento che scorta i carburanti una volta che sarà assolta l’accisa.