Lo scorso 5 luglio 2022 a Roma, a Palazzo Ferrajoli, si è tenuta la terza conferenza del Club della Colomba della Civiltà, organizzata dall’associazione culturale “L’Alba del Terzo Millennio”, presieduta da Sara Iannone, sul tema: “PNRR: le riforme della Pubblica Amministrazione del Fisco, della Giustizia, degli Appalti, della Concorrenza”.

I relatori hanno offerto un’analisi attenta del Piano nazionale di ripresa e resilienza, evidenziandone le opportunità, ma anche i rischi. Dopo il saluto introduttivo del presidente Iannone, il consigliere Luigi Tivelli ha aperto la conferenza introducendo Corrado Calabrò, giurista, Presidente Onorario del Consiglio di Stato, già Presidente dell’Agcom e del Tar Lazio, che ha voluto ribadire l’importanza del ruolo della Pubblica Amministrazione e, quindi, della necessità di realizzare riforme complesse e ben strutturate. Per il presidente Calabrò, infatti, il mancato quorum al referendum sulla giustizia, malgrado fosse mosso da una profonda insoddisfazione del suo funzionamento, è stato la dimostrazione che una riforma così importante ha bisogno di strumenti diversi. L’Amministrazione – ha lamentato Calabrò – è diventata sinonimo di burocrazia e quindi è percepita come un ostacolo allo sviluppo della società, invece l’Amministrazione “è la catena di trasmissione dal Governo alle imprese, dal Governo alla società”, e l’unico modo per “affrancarla da tanti controlli e da tanta diffidenza” è di mantenerne sì “ferma la responsabilità a posteriori, ma prima bisogna lasciarle un po’ di libertà d’iniziativa come ai privati”.

Per Roberto Sommella, Direttore di Milano Finanza, la buona riuscita del Piano sarebbe condizionata alla nomina di una sorta di supercommissario: “Chi è che tira le fila delle macchina amministrativa? Chi è che risponde di come verranno usati i soldi messi a bilancio per il PNRR. Soldi che per metà sono debito degli italiani, quindi soldi degli italiani”. Nessuno risponde alla domanda “chi si assume la responsabilità?”, prosegue Sommella. “Quella metà di debito che sottoscriveremo dovrà essere rendicontata, ma come? Un commissario che sia responsabile del PNRR sarebbe importantissimo”. “Conosciamo la politica italiana”, ha detto ancora chiedendosi, retoricamente, cosa succederà durante le prossime elezioni, durante la campagna elettorale e prima che il nuovo Governo sarà formato… “Serve un commissario – ha concluso – anche per traghettare un’operazione così importante da una legislatura all’altra”.

L’intervento di Beniamino Quintieri, Presidente della fondazione dell’università di Roma Tor Vergata, già presidente dell’Ice e della Sace, si è soffermato molto sulle nuove necessità del mercato del lavoro e sul ruolo trainante che questo ha nella ripresa economica. Il Piano, ha spiegato, si propone “ripresa dopo la crisi e resilienza perché l’obiettivo è che si avvii un processo di crescita duraturo”. Ma, secondo Quintieri, non si parla abbastanza del mercato del lavoro che determina la crescita. Oltre a fenomeni come il reddito di cittadinanza o l’abbandono del lavoro come reazione post-pandemica, che non è un fenomeno soltanto italiano, secondo il professore è importante riallineare la domanda con l’offerta. Infatti, “ci sono poche lauree in materie scientifiche e il 50% della domanda in questo settore è scoperta”. Transizione ecologica e digitalizzazione delle imprese sono punti centrali del PNRR, ma “la tecnologia richiede una forza lavoro che sappia utilizzarla”.

Al termine degli interventi, il consigliere Tivelli ha condotto un breve question time tra la platea e i relatori, durante il quale il Prof. Andrea Monorchio, ricordando come il quantitative easing abbia immesso sul mercato una quantità enorme di liquidità che nessuno è in grado di governare, ha ribadito l’incombenza del debito pubblico italiano e il rischio che questo possa esplodere ulteriormente. La domanda del Prof. Eugenio Gaudio, poi, ha fatto emergere quanto sia importante la cultura nel processo di riforma del Paese e quanto sia necessario un adeguamento della formazione scolastica. Da questo, la presidente Iannone ha preso spunto per annunciare che tra i prossimi tre appuntamenti del Club ci sarà una conferenza dedicata proprio alla cultura che vedrà tra i relatori lo stesso Prof. Gaudio, già Rettore della Sapienza, e l’Avvocato di Stato Raffaele Tamiozzo, per molti anni è stato al Ministero dei Beni Culturali, anch’egli presente in sala.

In platea, tra gli altri, Alfonso Rossi Brigante, Fabia Baldi, Giovanni Calabrò, Vincenzo Sanasi D’Arpe, Fulvio Rocco de Marinis, Chiara Zamboni, Elisabetta Macrin, Antonio Porsia