Le parole del ministro della Giustizia Carlo Nordio sui femminicidi hanno scatenato dure reazioni da parte dell’opposizione e delle associazioni per i diritti delle donne. Durante un convegno a Salerno, Nordio ha affermato che il fenomeno della violenza contro le donne trova radici nella mancanza di educazione civica e di rispetto, soprattutto tra giovani e adulti di alcune etnie, che a suo dire “non hanno la nostra sensibilità verso le donne”.

L’opposizione ha immediatamente attaccato il ministro, definendo le sue parole inaccettabili e razziste. Le deputate e senatrici del PD della Commissione bicamerale di inchiesta sul femminicidio hanno chiesto una presa di distanza dal governo, sottolineando che la stragrande maggioranza delle donne vittime di violenza in Italia sono uccise da uomini italiani. Anche Elena Bonetti (Azione) ha criticato Nordio, parlando di dichiarazioni “xenofobe” e frutto di una visione ignorante del problema.

Le associazioni impegnate nella lotta alla violenza sulle donne, come Telefono Rosa, ActionAid e Dire, hanno condannato l’approccio del ministro, sottolineando che la violenza di genere è un problema trasversale e che non è legato all’etnia, ma a dinamiche culturali e sociali più ampie. Inoltre, hanno evidenziato come il governo non abbia ancora adottato un nuovo piano strategico nazionale contro la violenza di genere, scaduto dal 2023.

Di fronte alle polemiche, Nordio ha liquidato le critiche definendole “banali” e “non degne di commento”. Tuttavia, alcuni esponenti del governo, come Imma Vietri (Fratelli d’Italia), hanno difeso il ministro, affermando che la sua osservazione sia basata su dati di realtà. Anche il viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli ha cambiato il focus della discussione, sostenendo che gli stranieri condannati dovrebbero scontare la pena nei loro Paesi d’origine per ridurre il sovraffollamento nelle carceri italiane.

Il dibattito resta acceso, con una netta contrapposizione tra chi vede nelle parole di Nordio un discorso discriminatorio e chi ritiene che abbia semplicemente sollevato una questione culturale.