Le controversie intorno alle decisioni degli atenei italiani continuano a tenere banco, sollevando dibattiti su questioni di identità, solidarietà e cooperazione internazionale.

Nell’ambito delle festività religiose, l’Università per Stranieri di Siena ha annunciato la sospensione delle lezioni il 10 aprile in segno di condivisione per la festa islamica della rottura del digiuno del Ramadan. Tuttavia, questa decisione ha suscitato “sconcerto” nell’associazione degli Amici della Normale a Pisa, dopo che il Senato accademico della Scuola pisana ha chiesto al Maeci di riconsiderare un bando in linea con un accordo di cooperazione Italia-Israele.

Inoltre, l’istituto comprensivo statale Iqbal Masih a Pioltello, vicino a Milano, ha optato per lasciare a casa gli studenti in occasione della festa di fine Ramadan, considerando l’importanza della celebrazione per una parte significativa degli alunni.

La decisione dell’Università per Stranieri di Siena è stata motivata anche dalla volontà di esprimere solidarietà alla popolazione palestinese di Gaza, soprattutto musulmana, che sta affrontando una situazione di grave crisi.

Il rettore Tomaso Montanari ha chiarito che l’intenzione è quella di sospendere la didattica anche il venerdì 11 ottobre, in occasione di Kippur, per commemorare la strage del 7 ottobre. Queste decisioni sono in linea con la missione dell’ateneo di promuovere il multiculturalismo e contribuire alla pacifica convivenza tra i popoli.

Montanari ha sottolineato l’importanza di aprire un varco nel codice confessionale tradizionale dell’università italiana, per favorire una maggiore pluralità e inclusione.

Nel frattempo, l’associazione Amici Normale ha manifestato il suo disappunto riguardo alla mozione del Senato accademico della Normale, ritenendo che istituzioni universitarie come questa debbano valorizzare la scienza, la cultura e l’arte come strumenti di dialogo e connessione universale, anziché interferire con questioni di cooperazione internazionale.

Queste polemiche evidenziano le sfide che gli atenei italiani devono affrontare nel bilanciare le esigenze di una società sempre più diversificata e globalizzata con le tradizioni e i valori accademici consolidati.