ROMA- Nel Lazio nascono 8 Agenzie per la Vita Indipendente. L’istituzione di questo servizio innovativo sul territorio regionale era stata avviata grazie a una manifestazione di interesse e ora, attraverso l’approvazione della relativa graduatoria, verrà aperto un centro a Roma; 3 nell’area metropolitana di Roma e uno a Viterbo, Frosinone, Latina e Rieti.

Ad agosto di quest’anno la Regione Lazio ha stanziato nel complesso 970 mila euro per avviare, in maniera omogenea su tutto il territorio regionale, le Agenzie per la Vita indipendente, andando così a creare dei luoghi in cui il cittadino più vulnerabile e i suoi famigliari possono essere accolti in un clima propositivo e costruttivo con percorsi di accompagnamento in grado di favorire l’autonomia della persona disabile, valorizzando i progetti individuali e aiutando i beneficiari a sviluppare e accrescere le proprie capacità, tenendo conto delle specifiche esigenze legate alle diverse fasi della vita.

In questi centri, grazie all’aiuto di figure professionali e consulenti alla pari, è possibile offrire un sostegno concreto per un intervento globale in grado di rispondere in maniera unitaria alla specificità e complessità dei bisogni di ognuno. Le Agenzie per la Vita Indipendente possono essere intese come un vero e proprio ponte tra le persone disabili, le famiglie e i servizi sul territorio; offrono ascolto e orientamento, e sono una risorsa importante anche per le istituzioni pubbliche e private impegnate nel settore dei servizi sociali. L’obiettivo di questi centri è quello di favorire l’inclusione della persona più vulnerabile nel contesto di vita di riferimento.

Questi luoghi offrono un supporto mediante interventi volti a favorire l’indipendenza abitativa con soluzioni alloggiative al di fuori del contesto familiare e la promozione di percorsi di deistituzionalizzazione. Promossa anche la costituzione di gruppi di auto-mutuo-aiuto e di reti territoriali per il sostegno e lo sviluppo dell’associazionismo familiare; la stipula di accordi per incentivare l’accesso a centri e servizi specialistici attivati dal Terzo Settore e/o da privati; la formazione dei diversi operatori coinvolti nell’avvio dei singoli progetti, facilitando l’orientamento per i cittadini disabili e famigliari, incentivando la sensibilizzazione della comunità verso i più fragili. Lo comunica in una nota la Regione. Lazio.