Il quotidiano Repubblica riporta la proposta del presidente francese Emmanuel Macron di candidare Mario Draghi alla presidenza della Commissione europea, scenario che avrebbe ottenuto l’approvazione della Germania e degli Stati Uniti. Tuttavia, fonti vicine a Draghi negano il suo interesse per tale incarico.
Le reazioni sono varie: a Parigi, l’Eliseo si limita a dichiarare di non avere “nessun commento da fare”. A Bruxelles, gli eurodeputati fedeli a Macron mantengono il silenzio. Antonio Tajani, vicepremier italiano e leader di Forza Italia, ribadisce il sostegno al presidente attuale, Ursula von der Leyen, sottolineando che il Partito popolare europeo terrà il suo congresso a febbraio e prevede di confermare la candidatura di von der Leyen.
Fratelli d’Italia, nel centrodestra, sostiene che non c’è nulla da aggiungere dopo la smentita di Draghi, mentre Azione esprime il suo impegno a lavorare per raggiungere l’obiettivo di portare Draghi alla guida dell’UE, affermando che rappresenterebbe la migliore possibilità per l’Europa di risollevarsi.
Riccardo Magi, segretario di +Europa, condivide l’entusiasmo per Draghi, affermando che la sua guida sarebbe la migliore garanzia per il rilancio dell’Unione Europea. Anche il renziano Nicola Danti, vicepresidente di Renew Europe, sostiene Draghi come una “risorsa fortissima per l’Europa” e afferma il totale sostegno a qualsiasi ipotesi.
In Italia, Davide Faraone, capogruppo di Italia Viva alla Camera, elenca una serie di prospettive favorevoli per l’Europa, inclusa la possibile elezione diretta del presidente della Commissione, sottolineando il sostegno del suo partito.










