di CORNELIUS-

Passa la voglia di polemizzare, di lamentarsi, di contestare. Con chi ce la possiamo prendere? Con un interlocutore fantasma, contro una amministrazione comunale squinternata che fa rimpiangere le peggiori precedenti? Il centro sinistra è stato legittimamente accreditato a governare dopo il disastro grillino e forse una alternativa di destra, visti gli uomini in campo, non sarebbe stata in grado di portare a risultati migliori. Anche Palazzo Chigi, al di là della appartenenza alla Garbatella della premier in carica ha fatto e dato poco alla capitale. La Regione sembra giocare come un gatto con il topo, con un tira e molla di sorrisi e tirate d’orecchi. Fatto sta che siamo nei guai. Ci vorrebbe un commissario straordinario (ma con pieni poteri) per rimettere in riga tutto quello che umanamente si può raddrizzare. Ma non arriverà mai. Siamo a sei mesi dal Giubileo, lunedì prossimo il Papa salirà al Campidoglio, ma la storica visita è velata di amarezza. Non siamo pronti a nulla, neanche all’appuntamento religioso venticinquennale che porterà a Roma milioni di pellegrini in aggiunta ai milioni di turisti di routine. Sarà un miracolo uscirne vivi.
Intanto mentre il problema dei partiti è superare lo scoglio elettorale senza troppi danni (a parte un paio di adunate non più oceaniche qualcuno si è accorto che si va votare tra una manciata di giorni?) la città va a fondo. Come siamo caduti in basso, con il centro storico abbandonato a se stesso, ai turisti e agli abusiivi, profondamente trasformato in una sorta di suk nel quale tutto è permesso, con le periferie con il fiato corto e il cuore gonfio, con la incapacità di porre delle regole e di farle poi rispettare. E ancora, la violenza endemica, intere zone lasciate in mano alla micro-criminalità, i lavori per il Giubileo che già sappiamo verranno completati solo in parte. Una tristezza infinita e un senso di sconforto per chi scende a Roma mancandone da tempo e non riconoscendo più i suoi tratti caratteristici.
Alberghi di lusso ovunque, ma anche B&B di ogni ordine e grado, una città turistica per ricchi e per straccioni, abbandonata al degrado ben fotografato dal pezzo che apre questo fascicolo. Lo sfalcio che non c’è e che rende la capitale ancora più brutta e insicura. I turisti mordi e fuggi neanche si accorgono che Roma è cambiata (in peggio). Arrivano, fotografano e se ne vanno, convinti che la città eterna sia sempre stata così. La stampa estera è stata accompagnata a vedere l’enorme cantiere che deturpa Piazza Venezia e che la terrà in scacco per una dozzina d’anni ma non ha capito niente e ha fatto rimbalzare nel mondo l’immagine di una capitale all’avanguardia, capace di miracoli di ingegneria per realizzare una fermata di metropolitana. E il resto, quei giornalisti non lo vedono, non lo raccontano? A ognuno il suo, comunque. Inutile agitarsi oltre misura e procediamo step by step, un passo alla volta. Queste elezioni cambieranno gli equilibri nazionali e cittadini? Ci sono speranze di un futuro migliore? Non resta che aspettare.