Il primo caso di febbre Oropouche in Europa è stato diagnosticato in Italia, presso l’IRCCS Sacro Cuore Don Calabria di Negrar, su una paziente di ritorno da un viaggio nella regione tropicale caraibica. La febbre Oropouche è una malattia virale trasmessa da insetti come zanzare e moscerini, simile a dengue, Zika e chikungunya.

Il caso è stato confermato dal Dipartimento di Malattie Infettive, Tropicali e Microbiologia dell’IRCCS e segnalato alle autorità sanitarie competenti. Il virus è stato isolato nel laboratorio BSL3 del Dipartimento, un passo cruciale per lo sviluppo di test diagnostici specifici e studi sulla trasmissione del virus.

Gli esperti dell’Istituto Superiore di Sanità rassicurano sulla bassa probabilità di trasmissione autoctona del virus in Europa, poiché il vettore specifico, Culicoides Paranensis, è presente solo in Sud e Centro America. Al momento, altri potenziali vettori come la zanzara Culex quinquefasciatus e Aedes Aegypti non sono segnalati in Italia. Non si conoscono altre vie di trasmissione del virus e non ci sono stati casi autoctoni in Europa.

La febbre Oropouche, causata dal virus OROV, provoca sintomi simili ad altre febbri virali tropicali: febbre alta, mal di testa, dolore retrorbitale, malessere, mialgia, artralgia, nausea, vomito e fotofobia. In rari casi, può interessare il sistema nervoso centrale causando meningite ed encefalite. I sintomi possono ripresentarsi in forma meno grave dopo la fase acuta.

Gli esperti sottolineano l’importanza di essere preparati a emergenze sanitarie causate da virus esotici, a causa dei cambiamenti climatici e della maggiore mobilità delle popolazioni umane. La diagnosi tempestiva, la sorveglianza costante e interventi di salute pubblica come le disinfestazioni sono fondamentali per contenere i rischi.