di WANDA CHERUBINI-
ORTE- Ad Orte, la rotatoria di fronte al casello dell’autostrada A1, è diventata il centro di proteste pacifiche, ma decise, da parte degli agricoltori della Tuscia. In una manifestazione che ha coinvolto clacson, slogan e richieste urlate, gli agricoltori hanno bloccato il casello autostradale come atto di ribellione contro un sistema agricolo ritenuto inaccettabile.
Le proteste, iniziate in Germania e Francia, hanno guadagnato terreno anche in Italia, coinvolgendo la Tuscia, una zona a vocazione agricola. Gli agricoltori cercano una revisione del green deal, considerato dagli operatori come un “estremismo ambientalista” dannoso per la produzione agricola e i consumatori. La richiesta principale è la riprogrammazione della politica agricola europea.
Tra le richieste degli agricoltori, vi è la proposta di vietare l’importazione di prodotti agricoli da Paesi con regolamenti di produzione e sanitari diversi. Si chiede anche l’abolizione di vincoli e incentivi per non coltivare i terreni. L’adeguamento della tassazione, includendo Irpef e Imu, è un punto chiave, tenendo conto delle difficoltà del settore.
Gli agricoltori chiedono il mantenimento dei costi del gasolio sotto controllo e agevolazioni fiscali per il settore agricolo. Si oppongono all’ingresso sul mercato dei cibi sintetici attraverso regolamenti rigorosi. Altre richieste comprendono una riforma dell’aliquota IVA, il contenimento della fauna selvatica, una maggiore libertà di impresa e una totale riqualificazione dell’immagine dell’agricoltore come figura indispensabile alla comunità.
Le proteste degli agricoltori a Orte riflettono una crescente preoccupazione riguardo alle politiche agricole, con la Tuscia che si unisce al coro europeo per una revisione del green deal e misure concrete a sostegno dell’agricoltura. La rotatoria, ora simbolo di resistenza, evidenzia la determinazione degli agricoltori nel difendere il proprio settore e i valori che rappresenta per la comunità.










