di WANDA CHERUBINI

VITERBO- Oggi, mercoledì 10 luglio,  presso la Sala Benedetti della Provincia di Viterbo, si è svolta una conferenza stampa per discutere alcune notizie riportate dalla stampa nazionale riguardanti l’ente e i concorsi indetti dalla Provincia. Hanno partecipato il presidente della Provincia di Viterbo Alessandro Romoli, il segretario generale Francesco Loricchio e il dirigente del settore amministrativo Franco Fainelli.

Un quotidiano nazionale aveva segnalato la presenza, tra i vincitori dei concorsi, di parenti, colleghi e amici dei rappresentanti politici che sostengono Romoli. Romoli ha difeso la necessità dei concorsi per sopperire alle mancanze di personale e rispondere alle esigenze istituzionali e ambientali. Ha ribadito la legittimità delle procedure, rispondendo anche alle richieste dei sindaci della Tuscia.

Fainelli ha dettagliato le sette procedure concorsuali del 2023, illustrando il numero di domande e di ammessi, sottolineando la mancanza di graduatorie da cui attingere. Loricchio ha evidenziato la bassa partecipazione alle prove orali e la conseguente riduzione degli idonei, spiegando che i vincitori sono stati selezionati per soddisfare i bisogni della Provincia e dei Comuni.

Fainelli ha inoltre precisato i criteri di selezione, l’affidamento a personale qualificato e la trasparenza delle procedure. Loricchio ha confermato l’oggettività delle valutazioni, la rapidità delle procedure e l’assenza di contenziosi significativi, ad eccezione di un caso relativo alla norma sui militari che consente di avere la precedenza. Ha assicurato che il lavoro della commissione è stato regolare e trasparente, con atti e graduatorie pubblicati nei tempi previsti.

Al termine della conferenza, Romoli ha risposto alle accuse del quotidiano La Repubblica, definendole una “caccia alle streghe”.  Ha sottolineato che le graduatorie e i documenti sono disponibili da sei mesi e ha criticato la tempistica delle accuse, ritenendo inopportuno fare i nomi di chi ha superato i concorsi in modo legale e oggettivo.