La Russia minaccia una risposta diretta alle nuove sanzioni europee contro la cosiddetta “flotta ombra” utilizzata per il trasporto di petrolio e altre merci. Il presidente Vladimir Putin ha avvertito che Mosca potrebbe sequestrare a sua volta navi appartenenti a Paesi dell’Unione europea nel caso in cui venissero applicate le misure che consentono la vendita dei carichi confiscati alle imbarcazioni russe sottoposte a sanzioni.
Putin ha lanciato il monito durante alcune esercitazioni navali nel Pacifico, a bordo dell’incrociatore lanciamissili Varyag, al largo dell’isola di Sakhalin. Il leader del Cremlino ha definito le iniziative europee atti di “pirateria e rapina”, accusando alcuni Stati di voler limitare la navigazione delle navi russe e di puntare al sequestro dei loro beni.
L’ultimo pacchetto di sanzioni approvato dall’Unione europea prevede infatti la possibilità, per i Paesi che intercettano petroliere o navi mercantili russe colpite dalle restrizioni, di confiscare e successivamente vendere il petrolio o altri carichi trasportati.
Putin ha assicurato che, qualora tali misure venissero concretamente applicate, la risposta russa sarebbe “simmetrica” e potrebbe avvenire anche lontano dalle acque dove si sono verificati eventuali sequestri, in luoghi ritenuti da Mosca strategicamente opportuni.
Il presidente russo ha inoltre rivolto nuove accuse alla Nato, denunciando una crescente presenza dell’Alleanza nell’area Asia-Pacifico. Secondo Putin, la nascita di nuovi blocchi militari e il dispiegamento di sistemi d’arma aumenterebbero il rischio di un conflitto nella regione.
Le dichiarazioni arrivano mentre la Russia conduce esercitazioni navali a pochi giorni dalle manovre congiunte tra Stati Uniti e Corea del Sud. Sullo sfondo resta anche il rafforzamento dei rapporti militari tra Mosca e Pyongyang, denunciato da Seul e Kiev.
Intanto continua senza sosta il confronto militare tra Russia e Ucraina. Mosca ha riferito della morte di almeno sei civili, tra cui due minori, in attacchi con droni attribuiti alle forze ucraine su territori russi o controllati dalla Russia. A Novorossiysk, importante porto sul Mar Nero, sarebbero morte tre persone e oltre venti sarebbero rimaste ferite.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha confermato l’attacco alla zona di Novorossiysk, sostenendo che l’obiettivo fosse una base navale russa considerata uno degli ultimi grandi avamposti della flotta di Mosca nel Mar Nero. Nell’operazione, secondo Kiev, sarebbero stati utilizzati droni, missili Neptune e sistemi navali senza pilota.
Parallelamente, l’Ucraina ha denunciato nuovi bombardamenti russi nelle regioni di Odessa e Sumy e la morte di due persone a Kherson in seguito ad attacchi con droni.
La tensione resta dunque alta sia sul fronte militare sia su quello diplomatico ed economico, con il confronto tra Mosca e l’Unione europea che rischia ora di estendersi anche alla navigazione commerciale e al controllo delle rotte marittime.










