In totale sono quattro le perdite di gas che sono state scoperte dopo le esplosioni delle linee del gasdotto Nord Stream 1 e 2, è quanto afferma la Guardia Costiera svedese.

Due di queste quattro perdite si trovano nella zona economica svedese. Inoltre il sismologo Björn Lund non esclude che possa essersi verificata una terza detonazione. Il gas apre in calo. Ad Amsterdam il prezzo scende sotto i 200 euro al megawattora a 199 euro, in calo del 3,95% rispetto alla chiusura di ieri. Il timore della Germania, dopo che entrambe le linee,1 e 2 dell’infrastruttura che collega la Russia all’Europa son ostate danneggiate da esplosioni sospette al largo dell’isola danese di Bornhol, è che i gasdotti Nord Stream potrebbero non funzionare mai più. Nessuna cancelleria dubita ancora sul fatto che le falle non siano il risultato di un incidente ma di un sabotaggio, e il rimpallo di responsabilità è già cominciato. Mosca intanto ha aperto un’inchiesta per “terrorismo internazionale” e ha chiesto e ottenuto per venerdì una riunione del Consiglio di sicurezza dell’Onu sull’accaduto, mentre Svezia e Danimarca sono state incaricare di fornire tutte le informazioni in merito ai membri del Consiglio, visto che le tre falle che si sono aperte nei gasdotti, sprigionando bolle di gas in mare, si trovano due nella zona economica esclusiva di Copenaghen, l’altra in quella di Stoccolma. L’agenzia danese per l’Energia ha fatto sapere che oltre la metà del gas contenuto nel Nord Stream si è già disperso nell’atmosfera e che il resto fuoriuscirà entro domenica. Solo quando il gas nel tubo sarà finito, sarà possibile scendere in profondità per indagare. Oltre ad avviare un proprio procedimento “preliminare” per terrorismo internazionale, Mosca si è anche detta disponibile a considerare richieste per un’indagine congiunta da parte europea, richieste che però al momento non sarebbero state avanzate da nessuno.