Scandalo della Municipale e sentenza in vista, pressing sul sindaco

Il comandante dei vigili, Napoli, si dimette dopo l’inchiesta di Report, il
Campidoglio l’ha lasciato solo. Ma l’incarico non è stato ancora revocato
ufficialmente. I sindacati chiedono le dimissioni del primo cittadino.
Virginia tiene duro e sfida le decisioni dei giudici : vado avanti lo stesso. E
intanto la città è allo sbando
La stretta di mano tra il comandante Napoli e la sindaca Raggi

Di Paolo Dordit

Virginia Raggi sempre più sola, praticamente assediata nel suo ufficio e difesa solo da un
manipolo di fedelissimi che si va assottigliando di giorno in giorno. Step by step si
avvicinano tappe importanti, decisive, e sullo sfondo le elezioni. Adesso ha contro anche il
corpo della Municipale, un soggetto “politico” capace di fare la differenza nella quotidianità
della capitale. Un soggetto discusso, odiato, contestato, inquinato da una lunga serie di
pecore nere e passato quasi indenne attraverso una serie di inchieste giudiziarie. Di
fronte agli scandali, la Raggi aveva scelto la linea soft, consentendo al supercomandante
un’uscita dignitosa legata alla fine del contratto in scadenza il 31 dicembre e non una
rimozione forzata sull’onda dell’emozione. Ma il piano del sindaco è saltato a tal punto che
nella tarda serata di lunedì, a lettera già inviata, la Raggi ed il fido assessore al Personale
Antonio De Santis hanno provato a smentire la notizia delle dimissioni nel tentativo di
evitare l’ennesima brutta figura, ma senza riuscirci.
Le accuse da togliere la pelle assieme a tanti frammenti del passato messi nel frullatore
con poco criterio da Report hanno reso la situazione insostenibile e il comandante Stefano
Napoli non ha gradito: sperava di essere difeso e invece si è trovato abbandonato. Tre
paginette di dimissioni e tanti interrogativi irrisolti. La Raggi ha fatto una dichiarazione
criptica senza esporsi, suscitando ulteriori malumori da parte della base della Municipale.
I sindacati dei vigili urbani chiedono le dimissioni del sindaco, ma è una sorta di gioco delle
parti. Sullo sfondo c’è anche il fatto che a fine dicembre scadrà il mandato provvisorio per
il comandante, subentrato a luglio ad Antonio Di Maggio, e il suo posto potrebbe essere
preso da un ex generale dell’Esercito, Paolo Gerometta, ora direttore delle Risorse umane
e sicurezza sui luoghi di lavoro proprio dei vigili urbani, che era già stato indicato sei mesi
fa alla guida del Corpo. Decisione poi bloccata. Alla fine tutti a difendere l’onore del corpo,
lasciando da parte tutto il resto. Ha gioco facile l’opposizione a sottolineare che in quattro
anni di amministrazione Raggi si sono dimessi o sono stati allontanati un vicesindaco, 15
assessori, un Capo di gabinetto, un Capo del personale, 6 tra figure apicali e dirigenti in Acea, 7 in Atac, 8 in Ama. Adesso c’è anche lo scandalo della Polizia di Roma Capitale il
cui comandante, nominato dalla sindaca a luglio scorso , finalmente, e soltanto a seguito
dell’inchiesta di Report, ha rassegnato le dimissioni portando il bilancio a tre
avvicendamenti. Sullo sfondo una città confusa, allo sbando, profondamente turbata
dall’emergenza Covid e da ciò che questa rappresenta non solo sul piano strettamente
sanitario ma su quello economico. Le misure sempre più rigide messe in atto per tenere
sotto controllo la pandemia stressano i romani che hanno poca voglia di festeggiare. Le
luminarie di via del Corso non fanno allegria. Sembrano un atto dovuto.