epa08595576 Protesters try to grab a tear gas canister fired by security forces during clashes with security forces near the parliament in Beirut, Lebanon, 10 August 2020. According to reports, anti-government protests continued in Lebanon despite the resignation of three ministers and several members of the parliament, as protesters are demanding the resignation of the government and all those responsible for the port explosion be held accountable. Beirut governor said at least 200 people were killed in the explosion on 04 August and dozens are still missing. EPA/NABIL MOUNZER

Beirut è stata teatro di un massiccio attacco israeliano nella notte, che ha provocato il crollo di un edificio di otto piani nel quartiere centrale di Basta el-Faouqa, causando almeno 15 morti e decine di feriti. L’operazione, avvenuta senza preavviso, ha utilizzato bombe anti-bunker e mirava a colpire Muhammad Haydar, figura di spicco di Hezbollah, ma secondo fonti israeliane l’obiettivo non è stato raggiunto.

Haydar è considerato il responsabile di operazioni militari classificate di Hezbollah e del trasferimento di armi dall’Iran. Fonti libanesi ipotizzano che l’attacco potesse mirare a Naim Qassem, successore di Hasan Nasrallah, leader di Hezbollah ucciso a settembre. Contemporaneamente, l’aviazione israeliana ha lanciato raid nella roccaforte di Dahiyeh, alla periferia sud di Beirut, intensificando le tensioni.
Il bilancio complessivo degli attacchi israeliani nel sud e nell’est del Libano nella giornata ha raggiunto almeno 30 morti, secondo il ministero della Sanità libanese. La crisi è stata al centro di incontri diplomatici tra il capo del comando centrale USA Michael Kurilla e il capo di stato maggiore israeliano Herzi Halevi, e di colloqui tra il segretario alla Difesa statunitense Lloyd Austin e il ministro degli Esteri israeliano. Austin ha sottolineato l’importanza di proteggere le forze di pace UNIFIL, come richiesto anche dall’Italia.

Il primo ministro libanese Nagib Mikati, in una telefonata con la premier italiana Giorgia Meloni, ha ribadito l’impegno a indagare sull’attacco contro i peacekeeper italiani, attribuito a Hezbollah. Intanto, si parla di un possibile cessate il fuoco, con negoziati in corso tra Israele e Libano mediati dagli Stati Uniti.
Sul fronte di Gaza, Hamas ha denunciato la morte di una donna israeliana tenuta in ostaggio durante i raid israeliani. A Abu Dhabi, invece, un rabbino israeliano sarebbe stato rapito e ucciso da una cellula uzbeka legata all’Iran. Il Mossad ha avviato un’indagine, collegando l’evento a un possibile atto terroristico.
La situazione in Libano e nella regione resta critica, con l’intensificarsi degli attacchi e la complessa rete di dinamiche politiche e militari. La possibilità di un cessate il fuoco rappresenta una speranza per porre fine all’escalation, ma restano forti preoccupazioni per le conseguenze degli scontri sulla popolazione civile.