“Dalla Regione Lazio 3 milioni di euro per la costruzione di nidi e/o poli per l’infanzia in contesti aziendali. Con il bando, rivolto alle aziende private e/o a partecipazione pubblica e gli enti dipendenti e strumentali della Regione Lazio – sosteniamo la rete di servizi territoriali finalizzati alla conciliazione dei tempi di lavoro e di vita, in particolare di cura dei bambini e delle bambine, e continuiamo ad applicare la legge 7/2020 di riforma del sistema 0/6 anni. Siamo tra i primi in Italia ad investire su questo tema, dando una risposta concreta alle esigenze quotidiane delle famiglie, dei lavoratori e soprattutto delle lavoratrici del Lazio: poter contare su un servizio educativo, accessibile e flessibile, all’interno della propria azienda – infatti – fa la differenza e rappresenta un concreto sostegno alla genitorialità e contrasto alla denatalità oltre che una possibilità per tante bambine e bambini di frequentare un servizio educativo di qualità nei primi mille giorni di vita, essenziale per la crescita e successive possibilità di riuscita nella vita” dichiara Eleonora Mattia, Presidente IX Commissione Consiglio regionale del Lazio e prima firmataria della legge regionale 7/2020 “Con questa misura vogliamo contribuire a invertire i trend che ci riportano il crollo del tasso di occupazione femminile dopo la nascita del primo figlio, la sproporzione nell’utilizzo del part-time (spesso involontario) o di ogni tipo di flessibilità – a discapito del reddito e delle possibilità di carriera: i nidi aziendali – continua Mattia – sono una risposta concrete anche a tutte quelle donne – circa 1 su 10 in Italia – che rinunciano al lavoro per la cura dei figli. Nessuna deve sentirsi costretta a scegliere tra la realizzazione professionale e la scelta di coronare il desiderio di maternità”

L’avviso finanzia interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, restauro, risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia nuova costruzione. I contributi variano in base al tipo di intervento e possono arrivare fino a 30 mila euro per ogni posto bimbo realizzato in un polo per l’infanzia aziendale di nuova costruzione, fino a un massimo del 70% dell’importo totale a base d’asta e, comunque, non più di 900 mila euro.

“All’interno della legge, inoltre, questi servizi sono stati pensati come spazi perfettamente integrati con il territorio, e infatti il bando prevede la stipula di convenzioni con i municipi/comuni di riferimento e una quota minima del 20% di posti riservata ai residenti: un investimento – conclude la Presidente Mattia – sull’integrazione del welfare territoriale e sulla responsabilità sociale delle imprese che devono guardare al benessere dei lavoratori e delle loro famiglie. Il tutto con l’obiettivo di ridurre le disuguaglianze di genere e garantire il diritto ad accedere a servizi educativi di qualità a sempre più bambini e bambine”.